Chieti. Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, ha inviato una lettera al Ministero della Giustizia riguardante l'eventualità di accorpamento dei Tribunali di Chieti e Pescara.
"Pur comprendendo il tentativo del territorio frentano di difendere le proprie ragioni - recita la lettera - non posso che esprimere la mia ferma contrarietà alla richiesta di accorpamento dei Tribunali di Chieti e Pescara. Una tale posizione costituisce anzitutto un inspiegabile ed ingiustificato attacco alla città capoluogo di provincia visto che la legge che contiene la delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli Uffici Giudiziari (legge 14 settembre 2011), pone quale criterio informatore della riorganizzazione la necessità di garantire la permanenza del Tribunale ordinario nei circondari capoluogo di provincia alla data del 30 giugno 2011. Peraltro, questo atteggiamento dal vago sapore populista e propagandistico, rischia solo di indebolire le ragioni che dovrebbero sostenere la permanenza del Tribunale a Lanciano. Infatti, oltre alla evidente violazione del dettato normativo richiamato, le ragioni dei lancianesi si scontrano anche con i numeri (volume lavoro) che il Tribunale di Lanciano può offrire. Questi, parrebbero non sufficienti per la conservazione di quell’ufficio stando ai livelli di produttività fissati dal Ministero di Grazia e Giustizia. Al contrario, il Tribunale di Chieti, la Sezione di Ortona e con essi la Procura della Repubblica, senza parlare degli Uffici del Giudice di Pace presenti sul territorio di competenza del Tribunale teatino, hanno attualmente elevati standard di efficienza, godendo di un organico completo ed un indice di produttività adeguato ai benchmark ideali del Ministero. Recentemente inoltre, si è avuto l’insediamento di un nuovo presiedente di Sezione che arricchisce e completa la qualità organizzativa e gli standard qualitativi della offerta del servizio giustizia del Tribunale di Chieti. Evidenti, dunque, sono il ruolo e la centralità del Tribunale di Chieti e della Sezione di Ortona e l’importanza dei medesimi in termini di numeri statistici e territorio servito. Quanto poi all’ipotesi sospinta nel documento approvato dal Consiglio Comunale di Lanciano di un Tribunale metropolitano (Chieti – Pescara) la stessa risulta assolutamente irrealizzabile poiché avrebbe ragion d’essere, solo ed esclusivamente, nel caso dell’esistenza di una Città Metropolitana riconosciuta a mente del Testo Unico degli Enti locali. Sul punto ritengo sia noto a tutti che non esiste una Città Metropolitana Chieti-Pescara e anche per questa ragione la assurda ipotesi che vedrebbe accorpati il tribunale di Chieti e quello di Pescara è totalmente impercorribile.
Francesco Rapino






















