Ortona. Nonostante la rivolta delle popolazioni interessate, nonostante la delibera votata all’unanimità, nel mese di gennaio scorso, dall’intero Consiglio regionale, la S.M.I. srl di Vasto è stata autorizzata dalla Giunta regionale a realizzare nei pressi di Ortona, in località Ranchini o Taverna Nuova, una discarica di 270mila metri cubi di rifiuti contenenti amianto. La notizia è apparsa sul Bollettino regionale (BURA) n. 56 del 3 settembre 2010.
“Questa volta - ha dichiarato Cesare D'Alessandro dell'IdV - Chiodi non può neppure nascondersi dietro la solita trappola dell’opposizione, considerato che l’impegno solenne a non realizzare la discarica lo aveva assunto su proposta dei suoi stessi Consiglieri: Nasuti, De Fanis, Febbo, Chiavaroli Riccardo, tutti del Pdl, e del Consigliere Menna dell’Udc. Chiodi si era impegnato formalmente non solo ad impedire la costruzione della discarica, ma anche a presentare un progetto di legge per disciplinare lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto. Naturalmente si è guardato bene dal fare sia l’una che l’altra cosa! Il Consiglio regionale, per Chiodi, è poco più di uno scendiletto da poter calpestare a piedi nudi, a proprio piacimento”.
Il consigliere dell’Idv ricorda come Nasuti aveva spiegato con chiarezza a cosa si sarebbe andati incontro con la costruzione della discarica di amianto ad Ortona.
“Con tutte queste buone ragioni, il consigliere Nasuti” - ha aggiunto Cesare D’Alessandro - “aveva convinto non solo l’intero Consiglio regionale, ma anche lo stesso Presidente della Giunta regionale, portandoli a votare, con l’opposizione, la proposta contro la discarica di amianto. Trascorsi appena nove mesi, ecco che arriva il... ”lieto” evento! Non il provvedimento ostativo, per il quale c’era l’impegno solenne di Chiodi, bensì l’autorizzazione a realizzare la discarica”.
In pratica Chiodi avrebbe prima votato contro l’impianto; poi, invece, avrebbe agito per autorizzarlo. “Possiamo - ha concluso il consiliere dell'IdV - ingenuamente pensare che Chiodi, com’è sua consuetudine, se ne sia dimenticato!"






















