Chieti. “L’avevamo detto che la proposta cocciutamente voluta e difesa dall’assessore Mauro Petrucci, blindata nel voto bulgaro del Consiglio Provinciale del 20 dicembre 2011 era debole, troppo articolata nel cercare di dare strapuntini clientelari frutto di vecchi dazi elettorali da pagare, non rispondente alle naturali vocazioni degli istituti e dei territori, non coerente allo spirito punitivo della normativa firmata dall’ex ministro alla Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini".
E' quanto ha detto in una nota il gruppo provinciale del Pd di Chieti sulla mancata accettazione da parte della giunta regionale della "Proposta di Piano Regionale della rete scolastica - anno scolastico 2012/2013".
"A poco servono le polemiche postume - continua il gruppo ddel Pd in Provincia - quando poi non sono stati neanche attenti a garantirsi la presenza in giunta di chi doveva sorvegliare sul contenuto del deliberato ed il probabile annuncio di ricorsi probabili, per far valere le ragioni di una maggioranza sempre più scricchiolante, divisa e litigiosa, a poco o nulla servono. Le nostre proposte sono state il frutto di un lavoro di squadra fatto nel merito con esperti del settore ed esponenti del Partito Democratico, non guardavano ad immediati interessi di parte ma a quelli dei territori, non miravano a raccogliere risultati elettorali ma ponevano al centro la qualità dell’offerta formativa nell’esclusivo interesse degli studenti. Su queste basi abbiamo avuto una naturale dialettica interna sapendo trovare il giusto equilibrio che va cercato quando è l’interesse generale che si persegue. E’ bastato poco tempo e, nonostante la protervia dell’assessore Petrucci, abbiamo avuto ragione. Questo risultato segna un altro punto a favore della bontà di un opposizione di merito svolta in maniera costruttiva che stiamo portando avanti con cocciuta tenacia. Ci saremmo altresì aspettato che la Provincia di Chieti avesse anche chiesto alla Regione, in nome della filiera di centrodestra tanto sbandierata, di impugnare l’art. 19 della manovra estiva che, in maniera anticostituzionale, determinava secondo parametri solo numerici ed economici la soppressione di numerosi plessi scolastici. Un danno a studenti, famiglie ed operatori scolastici che nella nostra Provincia è stato limitato solo grazie alle sollecitazioni ed interessamenti del nostro gruppo e di altri esponenti del partito democratico.






















