L’Aquila. E' durato quattro ore e mezza l'interrogatorio dell'ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, oggi all'Aquila per la quattordicesima udienza del processo alla Commissione Grandi Rischi.
Nell'interrogatorio davanti ai pm Roberta D'Avolio e Fabio Picuti, riferendosi al vertice del 31 marzo 2009 (una settimana prima la scossa mortale) Bertolaso ha chiarito che ''quella riunione non fu un'operazione mediatica nell'accezione dispregiativa del termine, ma la risposta più adeguata per dare informazioni, visti gli allarmismi anche di persone incompetenti e, addirittura, la divulgazione di notizie incontrollate fatte con auto che giravano con gli altoparlanti per le zone interessate dalle scosse''. I membri della Commissione Grandi Rischi, in carica nel 2009, sono accusati di non aver informato correttamente la popolazione, anzi rassicurandola, sui rischi conseguenti allo sciame sismico in atto ormai da mesi nell'Aquilano. Bertolaso, con grande sicurezza, ha riferito di non aver mai sollecitato risposte tranquillizzanti, ma di aver parlato all'assessore regionale alla Protezione civile dell'epoca, Daniela Stati, di pareri da lui appresi da diversi esperti di sismologia secondo cui più scosse di piccola/media intensità ne escludono una di maggiore violenza. La lunga e dettagliata deposizione di Bertolaso è stata interrotta varie volte da schermaglie tra gli avvocati della difesa ed il pm Fabio Picuti che ha anche chiesto l'acquisizione come prova di un dvd di un servizio di La7 con l'intercettazione della telefonata ''incriminata'' tra l'ex capo della Protezione civile e la Stati.
Nel corso della lunga giornata in Tribunale, l’ex numero uno della Protezione Civile ha riferito di ''pensare sempre alle vittime del sisma'' e di provare sentimenti di ''grande amore'' per gli aquilani.






















