L'Aquila. Al via l'udienza preliminare per il crollo della Casa dello studente nel quale sono morti 8 giovani. Cinquanta le parti civili finora individuate a fronte di 11 imputati che oggi sono comparsi davanti al gup per rispondere di omicidio colposo, disastro, e lesioni colpose. Sul procedimento pende l'istanza di rimessione.
Si aggrava la posizione di tre degli indagati. Si aggrava la posizione di tre degli 11 indagati per il crollo della Casa dello Studente, dove il 6 aprile 2009 sono morti otto giovani. Nel corso dell'udienza preliminare, che si e' svolta oggi, il Pm Fabio Picuti ha sollevato nuove contestazioni al presidente dell'Azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu) de L'Aquila, Luca D'Innocenzo, al direttore Luca Valente e al responsabile tecnico Pietro Sebastiani. Per i primi due il Pm ha chiesto al Gup di approfondire il dato relativo al fatto di "non aver dato seguito alle indicazioni derivate dallo studio di 'Abruzzo Engineering' sulle criticità della struttura"; per il terzo i rilievi riguardano la condotta relativa alla mancata disposizione o alla mancata richiesta di disposizione dello sgombero dei locali.
Il procuratore Rossini:” per noi non c’è legittima suspicione”. "Stiamo andando avanti come abbiamo sempre detto, questi sono i tempi che avevamo previsto e' chiaro che nel dibattimento sorgono delle questioni sollevate dalle difese ma noi come Procura rispondiamo adeguatamente con le nostre tesi. Il giudice al momento ha accettato le nostre tesi andremo avanti". Lo ha detto il Procuratore capo della Repubblica de L’Aquila, Alfredo Rossini, uscendo dall'aula del Gup per l'udienza simbolo dei crolli del 6 aprile del 2009: la morte di otto studenti universitari che alloggiavano nella Casa dello Studente in via XX Settembre per i quali sono indagate 11 persone con l'ipotesi di reato di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni. "Il clima nel tribunale e' sereno qui si rischia anche di addormentarsi - ha proseguito Rossini - Sullo spostamento in altro tribunale la competenza di questa questione legittimamente presentata dalle difese e' della Corte di Cassazione che dirà se c'e' questa legittima suspicione: secondo me non c'e'. Io penso che lo spostamento ad altri tribunali darebbe dal punto di vista temporale lontana la possibilità di arrivare ad un giudizio anche perché il Tribunale che si dovrebbe occupare della vicenda si potrebbe trovare nella condizione di dover protrarre questa indagine". "Io penso che a L’Aquila si può svolgere benissimo il processo perché quasi tutti i giudici non sono di qui, questa legittima suspicione mi fa un po' ridere. Noi giudici siamo dei professionisti e sappiano affrontare queste vicende delicate. Si e' atteso anche troppo tempo - ha detto ancora il Procuratore - bisogna giungere a delle soluzioni e far sapere se ci sono delle responsabilità, lo dobbiamo alle famiglie che hanno subito lutti. Tutte le norme, le leggi sono cose bellissime - ha concluso Rossini - ma noi dobbiamo pensare a tutta la gente che vuole una pronuncia nel merito e noi cercheremo di dargliela".






















