L'Aquila. Trecentonove rintocchi di campana alle 3:32, come 309 furono i morti di quel sei aprile che ha cambiato per sempre il volto della città. Così L'Aquila ha voluto ricordare i suoi morti a due anni da quel disastroso terremoto, con un corteo di fiaccole che ha sfilato in silenzio per le vie del capoluogo e che ha avuto il suo momento più toccante in piazza Duomo, con la campana della chiesa delle Anime Sante che ha risuonato per 16 minuti.
La fiaccolata è partita dalla piazza della Fontana Luminosa poco dopo le 23:30, passando per via Castello, via Tagliacozzo e via Strinella per poi risalire verso la basilica di Collemaggio e chiudersi in piazza Duomo. Un fiume di fiaccole fatto di tante, tantissime persone. 18 mila secondo le forze dell'ordine, sicuramente più di 20 mila, nonostante il freddo ancora pungente. Molti i giovani, e numerosi i cartelloni che hanno voluto ricordare Alessio, Nicola, Giusy e le altre decine di ragazzi morti tra le macerie.
Alla testa del corteo Vincenzo Lorenzini, tra i fondatori dell'associazione "Vittime del 6 aprile" e che nel sisma ha perso la moglie e la figlia. Lungo la fiaccolata alcuni striscioni da disfare l'anima. "È triste leggere negli occhi di mamma e papà la certezza che neanche stasera tornerò a casa", diceva uno di questi. Tra la gente presente anche i genitori degli otto ragazzi morti nel crollo della Casa dello studente e le autorità istituzionali e politiche. Insieme al prefetto dell'Aquila Giovanna Maria Iacusso c'erano il governatore regionale Gianni Chiodi, il sindaco della città Massimo Cialente oltre all'attuale e all'ex presidente della Provincia, Antonio Del Corvo e Stefania Pezzopane.
Tra la folla anche Franco Gabrielli, ex prefetto del capoluogo del post sisma, a fianco di Massimo Cinque, che nella scossa ha perso la moglie e i due figli.
Il corteo è arrivato a piazza Duomo pochi minuti prima delle 3:32, l'ora del sisma. Ed è stato un abbraccio lungo 309 rintocchi quello tra Vincenzo Lorenzini e suo figlio, l'unico rimastogli. Sedici minuti, tanto ha risuonato per la città la campana interminabile che ha voluto ricordare una per una le vittime del sisma, in una piazza gremita di gente raccolta in un silenzio irreale, nel quale rimbombava anche il suono dei passi. Alle 3:48 dal palco della piazza sono invece stati letti i nomi di tutti i morti, in rigoroso ordine alfabetico, mentre molti non riuscivano a trattenere la commozione. (Alessandro Consalvi)
Ore 11.35 Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è arrivato a Collemaggio, accolto da un lungo applauso.
Qui ha prima incontrato una delegazione di studenti del liceo Cotugno e poi i familiari delle vittime del sisma. A rappresentare il governo è presente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. ''Non credo che gli aquilani debbano temere di essere dimenticati. Questa paura non la devono avere. La mia presenza sul piano istituzionale conferma che gli italiani sono stati e sono sempre vicini e solidali al popolo aquilano. Nessuno ha cancellato neanche per un solo momento dalla sua memoria la tragedia del terremoto che ha colpito questa bellissima città e che ha visto impegnati popolazione e cittadini con il concorso di altre parti d'Italia e con uno sforzo straordinario per la sopravvivenza e il rilancio. Il processo di ricostruzione non solo ha bisogno di lavoro, studio e delle attività quotidiane dei cittadini ma anche della rinascita di questo bellissimo centro storico.
La visita di Napolitano a L'Aquila. Puntuale, sereno, attorniato dai politici locali. Fra due ali di folla che non hanno smesso di applaudirlo, nemmeno dopo il suo passaggio. E' arrivato così, questa mattina, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, acclamato a gran voce dai cittadini aquilani nei giorni precedenti lacommemorazione del secondo anniversario del terremoto.All'appello, il Presidente ha risposto con sobrietà e calore, assicurando che l'Aquila non è stata abbandonata e non lo sarà. Ma più delle parole, è valso il suo atteggiamento: stringe mani ai volontari, accarezza bimbi, parla con i familiari delle vittime. Una presenza rassicurante e positiva, quella del Capo dello Stato, che oggi è servita come stimolo alla speranza, per gli aquilani. Un contatto umano, quello di Napolitano, che agli aquilani, sfruttatimediaticamente per mesi e ora con il senso dell'abbandono sempre più netto, mancava. Quel suo asciugarsi le lacrime, alla fine dellalettura dei nomi delle 309 vittime del 6 aprile 2009,è parso un segno di rispetto del dolore della comunità, di reale vicinanza ai problemi della città. Quello,insomma,che tutti gli aquilani si auspicavano e speravano: il segno tangibile di un'autorità vicina, quella nella quale puoi riporre l'ultima speranza. Per riavere la tua città. (Eleonora Falci)
Ore 17:15 Dalla Germania il piano di recupero di Onna. Giornata di commemorazione anche ad Onna, il paese simbolo dell'Aquilano raso al suolo dal terremoto e con oltre trenta morti. A salutare la comunità locale anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che in mattinata, col Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, aveva presenziato la solenne messa in suffragio di tutte le 309 vittime, alla basilica di Collemaggio, nella città capoluogo. Ad Onna, in occasione del secondo, triste, anniversario della tragedia è giunto anche l'ambasciatore tedesco a Roma, Michael Gerdts. Il diplomatico ha consegnato nelle mani del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, il Piano di ricostruzione del piccolo centro. ''Un ulteriore segno di amicizia da parte nostra, un atto di cuore'', ha detto Gerdts. La Germania è stato uno dei Paesi esteri più sensibili alla storia di Onna, frazione che, aveva assicurato sin dall'inizio, avrebbe ricostruito a proprie spese. Il Piano è stato infatti interamente finanziato da donatori tedeschi così come il recupero dell'ex asilo, un piccolo edificio situato all'entrata della cittadina, a fianco di ''Casa Onna''.
Le foto della fiaccolata 6 aprile 2011 ore 3:32
Foto: Eleonora Falci






















