Venezia. Tra i 150 espositori del XV Salone dei beni e delle attività culturali e del restauro, in corso a Venezia dal 1 al 3 dicembre, non poteva mancare uno spazio completamente dedicato alla ricostruzione della città dell’Aquila e dei paesi del cratere sismico. Il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, invitato dal Vice Commissario delegato per la tutela dei Beni Culturali, Luciano Marchetti, ha partecipato al convegno “Venezia per L’Aquila”, inserito negli eventi della manifestazione.
Il coordinatore scientifico del BBCC EXPO e stimato professore dello IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia), Giorgio Gianighian, ha fortemente voluto offrire una location dove poter esporre, grazie alla presenza del Vice Commissario Marchetti, gli interventi effettuati per il restauro dell’immenso patrimonio storico, architettonico e artistico e il recupero delle opere d’arte della città dell’Aquila e dei paesi colpiti dal sisma. Sui pannelli si susseguono le immagini dei più importanti monumenti che hanno subìto i danni del violento terremoto del 6 aprile 2009 ed, accanto, i relativi interventi di recupero strutturale. Un lavoro prezioso che ha permesso di curare le gravi ferite delle inestimabili ricchezze che identificano, il comprensorio dell’Aquila, come indiscutibile patrimonio culturale.
Durante il convegno il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo ha ringraziato il Comune di Venezia per la grande ospitalità, nonché per la collaborazione, nei momenti immediatamente successivi al sisma: “Un sentito grazie va all’Università di Venezia e ai suoi studenti che, con le loro professionalità hanno contribuito a progettare degli interventi per alcuni dei monumenti del territorio ferito.
“Siamo a Venezia - ha affermato il Vicecommissario Luciano Marchetti - per testimoniare la fattiva collaborazione con l’Istituto Universitario di Architettura (IUAV), che ha curato tra gli altri anche il progetto di Santa Maria a Paganica. Il nostro principale obiettivo, nel mettere in sicurezza e recuperare le opere dell’Aquila e del territorio, è stato quello di mantenerne i caratteri storico-artistici che le contraddistinguono”.
“Il nostro intervento – ha concluso Giorgio Gianighian – è stato l’occasione per dimostrare la solidarietà che L’Aquila merita e per comprovare che il restauro urbano può essere giusto ed economico, grazie ad adeguata progettualità che tenga conto dell’insieme dei fattori”.






















