Chieti, prodotto straniero venduto come “prosciutto di Parma”



I militari del NAS di Pescara, nell’ambito di un’indagine eseguita in coordinamento con i colleghi del NAS di Parma e con la collaborazione del consorzio del prosciutto di Parma, hanno denunciato una commerciante chietina per frode nell’esercizio del commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci.

 

Gli accertamenti dei carabinieri hanno infatti permesso di appurare che la donna, titolare di un salumificio, aveva posto in commercio un prosciutto di origine straniera riportante l’etichetta “tipo Parma” e quindi in grado di trarre in equivoco gli acquirenti riguardo le caratteristiche, la natura e il luogo di provenienza dell’alimento.

 

I Carabinieri del NAS ricordano che, al fine di evitare frodi, prima di procedere all’acquisto di prodotti alimentari a marchi DOP (Denominazione d’origine protetta) IGP (Indicazione geografica protetta) e STG (Specialità tradizionale garantita), è bene controllare l’etichetta e la presenza del noto bollino prescritto dalla legge a tutela dei prodotti alimentari dell’eccellenza gastronomica italiana, segnalando alle competenti autorità ogni elemento che faccia sorgere sospetti circa la loro reale autenticità.

Ultima modifica: 13 gennaio 2018

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