Mosciano, accusata di abusi su minori: assolta e risarcita



Per quei 43 giorni di detenzione, lo Stato dovrà risarcirla di 10mila euro. E’ la vicenda che riguarda una donna di Mosciano, accusata di abusi sessuali e maltrattamenti a carico di due figli dei vicini (i fatti contestati andavano dal 2003 al 2007), accuse poi cadute con un’assoluzione perché il fatto non sussiste (difesa dall’avvocato Romina Moro).

Nei giorni scorsi la Corte d’Appello dell’Aquila, presieduta da Fabrizia Francabandera, ha deciso che per quell’ingiusta detenzione domiciliare, la donna avrà adesso diritto ad un risarcimento di circa 10mila euro.

La Corte d’Appello ha stabilito che la misura cautelare fosse ingiusta in quanto la donna non aveva mai eluso un provvedimento adottato dal tribunale dei minori: con quel provvedimento, si affidavano le presunte vittime e i loro genitori ai servizi sociali, e non dovevano frequentare la donna di Mosciano e suo marito (anche lui finito sotto accusa insieme ad un amico). Il provvedimento, però, non era mai stato notificato né alla donna, né a suo marito, ragion per cui non l’avrebbe eluso.

Da qui il risarcimento da parte dello Stato deciso dalla Corte d’Appello.

 

 

Ultima modifica: 2 novembre 2017

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