Roseto, Consiglio Comunale col botto: 200 emendamenti sull’imposta di soggiorno



Duecento emendamenti per discutere della tassa di soggiorno in occasione del Consiglio Comunale di Roseto che si riunirà sabato mattina e che rischia di proseguire anche nella notte di Capodanno.

Sono stati presentati dalle forze di opposizione che contestano la scelta fatta dall’amministrazione guidata dal sindaco Sabatino Di Girolamo circa le modalità di introduzione dell’imposta che entrerà in vigore dal prossimo primo aprile. La minoranza contesta la modalità.

“Noi abbiamo già avvertito le nostre famiglie”, ha spiegato il capogruppo di Futuro In Alessandro Recchiuti, “dicendo che si rischia di trascorrere la notte di fine anno in Comune. Ci vorranno due giorni infatti per esaminare i 200 emendamenti. Noi contestiamo la procedura scelta dall’amministrazione che avrebbe potuto sicuramente fare di meglio”.

L’accusa principale che viene rivolta all’esecutivo rosetano è quella di non aver concertato il tutto con gli albergatori e con gli operatori turistici locali.

“Hanno chiesto il confronto”, ha ricordato Angelo Marcone di Casa Civica, “a cose fatte. Quando in realtà sarebbe stato più opportuno confrontarsi prima con gli albergatori. Riteniamo inoltre che sarebbe stato più giusto affrontare la questione della tassa di soggiorno anche con gli altri Comuni della costa teramana per creare un marchio, un brand”.

I titolari delle strutture ricettive oltretutto sono chiamati a far pagare l’imposta ai propri clienti che dovrà poi essere versata nelle casse dell’Ente. Ma quanto incasserebbe il Comune in una stagione?

“Calcolando circa 500mila presenze l’anno”, ha puntualizzato Rosaria Ciancaione di Articolo 1, “e tenuto conto che la tassa è di un euro al giorno, loro sostengono di incassare mezzo milione di euro. Ma non è così. Se nelle casse affluiranno 250mila euro sarà già un’impresa. Ci sono fasce e categorie che vanno esentate dal pagamento. Pensiamo ad esempio agli appartamenti che vengono affittati d’estate ma che non rientrano nella categoria delle imprese. Noi abbiamo chiesto inoltre che si partisse dal 2019 e non da quest’anno”.

Secondo l’ex sindaco Enio Pavone l’imposta non può essere applicata anche in bassa stagione perché significherebbe bloccare il processo di destagionalizzaione del turismo in città.

“Questa amministrazione”, tuona Pavone, “verrà ricordata per aver aumentato in un solo anno la Tari, i buoni pasto, per aver introdotto la tassa di soggiorno. Credo sia l’unica in Italia ad aver agito così. Davvero un botto di fine anno che purtroppo non dimenticheremo mai”.

IL COMMENTO DI ROSETO INCOMING, ARA E FAITA-FEDERCAMPING. “Promesse elettorali non rispettate sono gli atti più significativi legati al turismo che hanno caratterizzato finora l’attività dell’Amministrazione Comunale e del Sindaco Di Girolamo. Adesso arriva anche la nuova stangata dell’imposta di soggiorno, l’ennesimo impegno programmatico non mantenuto. Un tributo che rischia di causare, purtroppo, la perdita di decine e decine di posti di lavoro stagionali soprattutto per donne e giovani nel settore trainante del turismo – dicono le associazioni di operatori turistici – Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: un detto che pare scritto su misura per gli amministratori comunali di Roseto che, nonostante i numerosi incontri e documenti ricevuti dalle associazioni tra operatori turistici fortemente contrari, intendono andare avanti nell’introduzione dell’imposta di soggiorno considerando che Sabato 30 Dicembre è stato convocato un Consiglio Comunale apposito. Una scelta inopportuna in un momento economico difficile e che rischia di mettere in crisi uno dei settori portanti dell’economia rosetana causando la perdita di numerosi posti di lavoro nella prossima stagione estiva e creando un incalcolabile danno di immagine. La priorità del Comune deve essere quella di fare iniziative congiuntamente agli operatori per attrarre i turisti, non per tassarli, mentre l’imposta di soggiorno pubblicizzerebbe in modo negativo il nostro territorio. Introdurla solo a Roseto e senza uno straccio di programma di promozione turistica da parte del Comune rappresenta, inoltre, un atto autolesionistico rendendo l’offerta turistica rosetana meno competitiva a causa della concorrenza sleale che si avrebbe da parte delle località costiere abruzzesi che non la introdurranno. Come associazioni tra operatori turistici confermiamo per l’ennesima volta al Sindaco e all’Amministrazione Comunale di Roseto la nostra unanime, totale e assoluta contrarietà all’introduzione dell’imposta di soggiorno solo per Roseto e non estesa a tutti  gli altri Comuni della costa nel rispetto di regole omogenee. Per evitarla rinnoviamo, per l’ultima volta, la nostra disponibilità a contribuire, anche economicamente, alla soluzione di problematiche cittadine sia nell’ambito turistico, che dell’arredo urbano e in altre attività di manutenzione”.

Ultima modifica: 13 gennaio 2018

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