Pescara. Deviare il fiume per risparmiare sul dragaggio: il Provveditore per le opere pubbliche Carlea, mentre si lavora per svuotare la vasca di colmata, vaglia costi e progetti del nuovo piano portuale, per risolvere definitivamente il problema dell’insabbiamento del porto.
L’esperienza recente ha insegnato che si fa sempre troppo presto a fidarsi delle soluzioni all’orizzonte. Ma la paralisi del dragaggio sembra trovare soluzione incamminandosi verso la vasca di colmata. Con una lettera inviata all'Arta, oltre che ai rappresentanti di ministero delle Infrastrutture, Regione, Provincia di Pescara e direzione marittima, il provveditore interregionale per le opere pubbliche per il Lazio, l'Abruzzo e la Sardegna, Donato Carlea, ha chiesto all'Agenzia regionale per la Tutela ambientale Abruzzo di procedere alla caratterizzazione dei sedimenti presenti nella vasca di colmata del porto di Pescara.
Ma Carlea sembra guardare ad un orizzonte più lontano, appoggiando la fazione favorevole al tanto contestato Piano regolatore portuale. Il progetto che ridisegnerà il corso del canale portuale punta a bucare la diga foranea per permettere un maggior deflusso del fiume, e dei suoi sedimenti, ma chi si dichiara contrario, marineria in primis, sostiene che la curvare il canale farebbe depositare più sabbia, a causa del rallentamento dell’acqua. “Il Provveditorato”, dice sempre Testa, ha anche annunciato che sta procedendo alla valutazione tecnico-economica e procedurale di soluzioni alternative basate sulla realizzazione della deviazione del fiume così come impostato nel Piano portuale in fase di approvazione. Questa seconda ipotesi, a detta del Provveditorato, consentirebbe ingenti risparmi”.




























