Pescara. Secondo giorno di protesta degli autotrasportatori dinanzi al casello dell’A14 di Città Sant’Angelo: dopo i camion, i manifestanti passano al blocco dei mezzi più piccoli: l’escamotage adottato dai distributori per scavalcare i presidi.
Se i camion vengono fermati e spinti a partecipare al blocco, fino a ieri furgoni e furgoncini riuscivano a bypassare il presidio pacifico posto al di fuori del casello A14 di Pescara nord. Un escamotage che aziende e distribuzione, piccola e grande, avevano adottato fin da ieri, quando la protesta degli autotrasportatori era sbarcata anche a Città Sant’Angelo.
Un metodo presto scoperto dai manifestanti che, da questa mattina, hanno iniziato a bloccare anche i conducenti dei mezzi più piccoli, allo stesso modo in cui fin dall’inizio hanno preso a fare nei confronti dei colleghi sui “bisonti”. Il secondo giorno di blocco, comunque, procede pacificamente, senza incidenti e mantenendo libero lo scorrere del traffico in entrata e uscita dall’autostrada, sotto il controllo di polizia e carabinieri. A rimetterci, però, sono le raccolte nei campi e il pescato dal porto pescarese, già messo in difficoltà dall’emergenza interna e, ora, bloccato in uscita dalla mancata distribuzione.
Un tir tedesco è stato danneggiato questa mattina a Città Sant'Angelo, in provincia di Pescara, durante la manifestazione di protesta in corso nei pressi dell'Autogrill.
Potrebbe essere stato il suo diniego a far scattare una reazione. Non è ancora chiaro cosa sia successo ma i tubi del gasolio del camion sono stati danneggiati ed è stato necessario far intervenire sul posto un meccanico per una prima e sommaria riparazione. Poi il mezzo è stato scortato dai carabinieri in una autofficina. Il traffico, nonostante i due presidi a cui aderiscono una settantina di mezzi e molti camionisti arrivati a piedi, scorre regolarmente, anche in autostrada. L'obiettivo dei camionisti è di bloccare quanti più mezzi possibile.
Daniele Galli






















