Pescara. Convocato stamane il primo dei vertici tesi a monitorare lo stato delle aziende partecipate dal Comune di Pescara dopo l’allarme lanciato dalla Corte dei Conti nei confronti del Comune circa le perdite registrate nel 2008. Presente per l’Aca l’ingegner Bartolomeo Di Giovanni. Massima l’allerta dell’amministrazione comunale di Pescara sulla gestione dell’Azienda consortile acquedottistica: a fronte di un pareggio di bilancio già registrato per il 2010, l’Azienda ha ribadito di avere bisogno di un aumento delle tariffe da 1,12 euro al metro cubo ad almeno 1,23 euro a metro cubo, il temibile aumento già prospettato durante l’Assemblea dei soci.
“La situazione più preoccupante – ha detto il Presidente Ranieri – è soprattutto quella relativa al 2008, quando l’Aca ha registrato ben 10milioni di euro di perdite per l’aumento dei servizi, perdite che inevitabilmente hanno gravato anche sul Comune di Pescara. Oggi quelle perdite economiche sono state di fatto risanate, con un bilancio a pareggio pari a 36 milioni di euro di entrate”. A questo punto però è necessario far scattare i controlli per verificare l’utilizzo delle entrate, considerando anche che ben 10milioni di euro si trasformano in uscite per i 189 dipendenti dell’Azienda. L’unica certezza fatta pervenire dall’Aca è che l’attuale imposta media ferma a 1,12 euro al metro cubo non consente più di coprire le spese, l’Aca ha ribadito l’aumento. L’amministrazione comunale in Commissione quest’oggi ha espresso la propria contrarietà nei confronti dell’aumento delle bollette, sui cittadini, sollecitando una riduzione dei costi da parte dell’Azienda. “A questo punto chiediamo un ulteriore approfondimento del Piano degli investimenti in attesa di incontrare il Presidente dell’Aca”, ha conluso Ranieri. Intanto nelle prossime sedute la Commissione Finanze incontrerà i vertici delle altre aziende partecipate come Saga e Azienda consortile.
Monica Coletti





















