Pescara. Novità, ancora, per la mobilità del centro. A metà febbraio entrerà in vigore la delibera con la quale la Giunta Albore Mascia, il 28 dicembre scorso, ha rimodulato le zone a traffico limitato e le aree pedonali della zona più centrale della città. Una “rivoluzione” che, per l’opposizione, trasforma il quadrilatero caldo in uno labirinto.
È Antonio Blasioli, consigliere comunale Pd ed ex assessore al Traffico, ad invitare chi abita o lavora nel quadrilatero compreso tra corso Vittorio Emanuele, via De Amicis, via Regina Elena-via Carducci e via Ravenna a fornirsi di un filo di Arianna, poiché ritiene che da metà febbraio si trasformerà in “un labirinto dalla quale risulterà difficile uscire una volta entrati con l’automobile”. L’accusa e ricondotta all’assessore Fiorilli e alla Giunta Mascia che “ il 28 dicembre hanno approvato stata approvata la delibera n. 1065 avente ad oggetto ‘Variazione delle zone a traffico limitato ed aree pedonali in estensione e consistenza – regolamentazione della sosta’”. Tempo tecnico per il rilascio delle autorizzazioni per i residenti e per le ordinanze esecutive e “intorno al 15 febbraio “errori macroscopici di cui non si è tenuto conto”, commenta Blasioli, “ i nuovi sensi unici del centro cittadino faranno impazzire i cittadini”.
Una polemica che nasce dall’analisi della cartina allegata alla delibera (guarda), dalla quale il consigliere Pd individua vari punti critici. “Nella parte a nord, per esempio, chi viene da via Clemente de Cesaris, o perché entra da via Regina Margherita o perché gira intorno al mercato di Largo Scurti, una volta arrivato in via Cesare Battisti si troverà obbligato a seguire il nuovo senso unico di via Cesare Battisti: nord-sud e quindi si troverà a dover per forza accedere in via Cesare Battisti che sempre in base alla stessa delibera è diventata strada residenziale a traffico limitato, proprio dall’incrocio con via de Cesaris”.
Incongruenze e disguidi tecnici che si testeranno, ed eventualmente risolveranno, solo dopo il collaudo sul campo. Ma la polemica di Blasioli si stringe attorno alla “mancanza di una programmazione complessiva che solo un Piano Urbano del traffico può dare”.
Daniele Galli






















