Pescara. Le piste ciclabili della città nel degrado più totale. Molteplici punti critici sparsi nei tratti riservati ai ciclisti: assenza di segnaletica e di manutenzione, buche, dossi, e soprattutto nessun collegamento tra i tanti spezzoni.
A denunciare la situazione, correlandola di attenta ricostruzione fotografica, è il circolo cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà che in una nota evidenzia le problematiche relative alla viabilità ciclabile. I punti critici sono molteplici: da un lato manca completamente la manutenzione ordinaria, dall'altro le piste della città sono carenti di segnaletica orizzontale e verticale a norma. “A rendere il quadro ancora più desolante”, hanno affermato stamattina in conferenza stampa il consigliere comunale Giovanni Di Iacovo, il segretario cittadino Daniele Licheri e la consigliera per la circoscrizione Porta Nuova Lucia Zappacosta, “è la totale assenza di collegamenti fra le diverse piste della città, che rendono complicato spostarsi in bicicletta”.
Analizzando dettagliatamente i vari tratti cittadini, attraverso la galleria fotografica fornita dai vendoliani, si nota come sulla pista ciclabile di Via Firenze le strisce di divieto di transito sono completamente scolorite e, molto spesso, macchine e camion parcheggiano sulla pista ostacolando e rendendo pericoloso il percorso al ciclista. Definita drammatica, poi, la situazione della pista ciclabile sul Lungofiume Nord, con il manto ridotto in pessime condizioni e la totale assenza di attraversamenti ciclabili a norma, specularmente corrisposte dalle pessime condizioni di incuria nella quale versa la pista del Lungofiume Sud.
"Le piste ciclabili sono in un tale stato di abbandono da renderle non solo difficilmente utilizzabili ma anche molto pericolose. Tutta la mobilità cittadina andrebbe pianificata e messa in sintonia con le linee dei mezzi pubblici, i parcheggi, e le piste ciclabili. Cambiare un senso unico a settimana non serve a nulla, bisogna rendere la mobilità in bici e quella pubblica comode e convenienti, non carenti e pericolose o la gente preferirà sempre prendere la propria auto", concludono.
Daniele Galli






















