Pedaggi Strada dei Parchi: M5S chiede la revoca della concessione



I parlamentari del M5S Vacca, Castaldi, Blundo, Colletti, Del Grosso, e i consiglieri regionali d’Abruzzo Marcozzi, Mercante, Pettinari, Ranieri e Smargiassi annunciano l’invio di una lettera al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Del Rio per chiedere un intervento urgente a tutela dei cittadini che percorrono ogni giorno le autostrade A24 e A25.

 

 

“I rincari di quasi il 13% dei pedaggi autostradali delle due autostrade A24 e A25 che collegano l’Abruzzo con il Lazio sono l’ennesimo schiaffo dato ai cittadini – afferma il deputato pescarese M5S Gianluca Vacca – in particolare agli abruzzesi, che non solo devono percorrere da mesi un’autostrada in gran parte a corsia unica, a causa dei lavori urgenti di manutenzione in corso, ma si vedono costretti a pagare ben 3 volte, e con tariffe spropositate, un’infrastruttura pubblica, che dovrebbe appartenere a loro.

 

 

“È ora che questo governo si assuma le proprie responsabilità e intervenga per evitare questa ennesima catastrofe per gli abruzzesi – aggiunge Vacca -. Un governo serio e coscienzioso la smetterebbe di fare regali costosi ai concessionari, Strada dei Parchi compresa, e inizierebbe invece a prendere in considerazione la revoca della concessione, visto che l’interesse pubblico non viene praticamente mai tutelato”.

 

 

“Un’ultima considerazione è d’obbligo: a quanto ammonterebbero i rincari dei pedaggi qualora venisse approvato il progetto da svariati miliardi di euro portato avanti dal concessionario e al momento fortunatamente bocciato? Come può essere credibile chi afferma che non ci saranno rincari per i cittadini, alla luce di quello che sta accadendo?” conclude il deputato pentastellato.

 

Gianni Melilla (Liberi e Uguali). Il Governo deve decidere con la società di gestione dell’Autostrada dei Parchi che collega l’Abruzzo al Lazio una revoca di ogni aumento dei pedaggi autostradali per il 2018.

Negli ultimi 15 anni i pedaggi delle A24 e A25 sono aumentati di oltre il 200%.

E’ un fatto intollerabile a fronte di una inflazione annua di poco superiore mediamente all’1%.

Nel 2017 l’inflazione in Italia è stata dell’1,3% e dunque non è giustificabile un aumento esorbitante (di dieci volte rispetto all’inflazione) come quello accordato alla società di gestione delle autostrade che collegano Abruzzo e Lazio.

Sono in corso assemblee di sindaci e utenti sia nel versante laziale che in quello abruzzese (stasera a Carsoli) e domani è prevista una manifestazione nel versante laziale.

La protesta sta dilagando.

Bene sta facendo ad opporsi la Giunta regionale del Lazio e altrettanta determinazione ci aspettiamo da quella abruzzese.

Dopo l’epifania è previsto un incontro col Ministro Delrio per bloccare questi aumenti ingiustificati.

 

Un anno fa le organizzazioni dell’autotrasporto della CNA  e dei consumatori hanno denunciato che le autostrade A24 e A25 non hanno rilevatori di nebbia e di ghiaccio, hanno una percentuale bassa di stalli per i veicoli pesanti, un numero insufficiente di stazioni di servizio (addirittura nessuna da Chieti a Magliano dei Marsi per oltre 100 km), standard bassi per la sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente. La messa in sicurezza antisismica (il cui confine con la manutenzione ordinaria e straordinaria, a carico del Gestore, é molto stretto) dell’autostrada laziale e abruzzese è a totale carico dello Stato e sono stati stanziate ingenti risorse per centinaia di milioni di euro.

L’autostrada è un’Infrastruttura fondamentale per l’economia abruzzese e laziale e questi aumenti rischiano di essere un’ulteriore mazzata per il settore dell’autotrasporto, per i lavoratori pendolari e, in generale, per i consumatori.

Per questo devono essere revocati. E subito.

 

Ultima modifica: 15 gennaio 2018

In questo articolo