Regionali, Di Matteo: il centrosinistra ha fallito. Ora serve discontinuità VIDEO



“Per quattro anni non sono stato in grado di capire il programma del Governo regionale guidato da Luciano D’Alfonso. Questo perché’ un programma non c’è mai stato.

 

Ci sono state solo azioni dei singoli per avere forse visibilità in vista delle prossime tornate elettorali”. Dopo essersi sfogato su Provincia e Comune di Pescara, il leader della lista civica Abruzzo Insieme, Donato Di Matteo, non le manda a dire neanche agli esponenti della Giunta regionale di centrosinistra.

 

 

“Si vuole capire che quella di Abruzzo Insieme è una forza con cui si deve parlare? Si vuole capire che è necessario fare proposte di programma che siano condivise dai cittadini o no? Mi sento sereno – aggiunge Di Matteo -. Quando D’Alfonso ha scelto di candidarsi alla Regione io ho cercato di impedirlo perché’ per me non era adatto. E non volevo neanche fare l’assessore regionale. Gli ho chiesto di fare il bene dei cittadini e io me ne sarei andato. Avrei lasciato la politica. Così non è stato, ma non metto le mie dimissioni nel cassetto. Non credo in una monarchia che decide per me: decido io quando andarmene”.

“Il centrosinistra non c’è in Abruzzo. Niente di quello che si era detto di fare è stato fatto. Nulla è stato fatto per la Sanità sui territori. Nulla per trovare un equilibro tra sanità privata e pubblica.

Niente per diminuire le liste d’attesa. Niente per eliminare il superticket. Niente per i paesi disastrati cui avevo chiesto di destinare, rimodulandoli, parte dei fondi del Masterplan. La Regione si è comportata come quando si mettevano i gettoni nei Juke Box: si metteva la monetina ogni tanto e si accontentava qualche sindaco”.

Donato Di Matteo spiega poi il perché’ della sua scelta di lasciare, anni fa, il Pd e uscire dalla Giunta Regionale. “Le mie sei riforme sono state tutte bloccate. Ma la Regione è quella che fa le leggi. Io ora voglio sapere quali sono le riforme strutturali messe in campo in questi quattro anni da questo Governo. Non c’è. Anzi le riforme fatte hanno ci hanno fatto regredire. Esempi ne sono i sub ambiti territoriali e l’Arap.

Questa- dice Di Matteo- doveva favorire l’accesso delle imprese, la trasparenza e la sburocratizzazione. Qualcuno lo ha fatto? No. Oggi è solo un contenitore per incarichi destinati alle procedure dei grandi appalti. Questo Governo Regionale ha espresso il male assoluto della politica e sono stati fatti errori in tutti i settori”.

 

 

 

Ultima modifica: 8 novembre 2018

In questo articolo