Questa non è una storia vera.
Poi ci furono degli occhi che si incontrarono. Su un tram anonimo, di quelli che vanno in periferia, in una città troppo grigia per non avere la vocina metallica che avvisa quando si arriva a destinazione.
Questa non è una storia vera.
Cara Grace,
sono Grace. Ho una rubrichetta che parla d’amore su un quotidiano on-line. Non è quello che che move il sole e l'altre stelle, è una roba che somiglia alla fiera delle vanità durante la sagra della porchetta. Mi diletto a dar consigli tra il serio e il faceto. Mi scrivono raccontando storie più o meno credibili che io analizzo trovando aneddoti e parallelismi che spaziano dalla sottocultura dei teen movies alla sottocultura delle leggende popolari. Mi diverte ispirarmi a realtà lontane e fantasie vicine, dare risposte con metafore gastronomiche o intercalari in disuso. Non mi sento a disagio, pur essendo il caso zero della delusione e del fallimento sentimentale. Ma c’è chi mi accusa di “…ubriacarmi e mangiare chili di cioccolata per scrivere una rubrica per donne depresse (aka senza maschio)". Mi sapresti indirizzare verso un modo carino e superbo per mandare a fanculo il gentile criticone?
sempre tua
Grace
Cara Grace,
è venerdì sera e dopo giorni di imbruttimento, seguiti ad una tipica influenza stagionale e conditi da intossicazione di struffoli, finalmente stasera ho deciso di uscirne. È che LUI mi ha promesso ci saremo visti in quel localino che piace tanto a tutti e due, insieme a degli amici in comune, e ci avrebbe raccontato del viaggio a Cuba.
Cara Grace
Mi chiamo E. e abito in un ostello ai confini con l’Austria, dove mi sono trasferita per cercare lavoro. Questa volta penso di averlo incontrato, il principe azzurro, e credo proprio che non me lo faccio scappare.