Le strade della provincia di Teramo: insidie per 2 e 4 ruote. La lettera



Risiedo nella provincia di Teramo e riguardo alla viabilità provincia intendo denunciare vivamente lo stato oramai di totale, e sottolineo totale, abbandono e degrado in cui essa versa, fatta eccezione di alcune strade statali.

 

Una situazione indegna di un Paese civile che tra l’altro, non lo dimentichiamo, prevede anche una tassa destinata proprio alla manutenzione stradale. Una beffa oltre il danno.

Per una regione, come l’Abruzzo, da sempre vocata fortemente al turismo, è un incalcolabile duro colpo inferto alla sua immagine e di fatto borghi stupendi come Atri, Campli, Civitella, per dire dei maggiori, sono attualmente pressoché irraggiungibili con mezzi a 2 ruote, ma con difficoltà perfino ai veicoli a quattro, tale è la condizione di degrado dei manti e delle protezioni a valle, quest’ultime quasi tutte fuori legge.

 

Privare il cittadino e il turista del diritto e del piacere di percorrere in tutta sicurezza, anche in bici, strade in altre condizioni di manutenzione così belle e panoramiche, mi sembra da parte degli amministratori un darsi la classica zappa sui piedi.

 

Purtroppo il problema attiene anche alla sicurezza stradale. Per fare un solo esempio: la Sp 8, detta “della bonifica”, strada frequentatissima in tutte le stagioni da veicoli motorizzati e non, ha la sede stradale in tale condizione di deterioramento da costituire un serio pericolo per gli utenti, costretti per evitare le numerose buche a manovre azzardate, tra l’altro nell’inesistenza assoluta di qualsiasi segnaletica orizzontale e di segnalazione delle aiuole spartitraffico che di notte sono praticamente invisibili, con i pericoli che tutti possono immaginare.

Raffaele Morganti (Alba Adriatica)

 

 

Ultima modifica: 14 gennaio 2018

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