Smartphone cinesi, hardware da top di gamma a prezzi di saldo



Sempre più diffusi, abbinano eccellenti schede tecniche a prezzi inferiori anche del 50% rispetto a quelli dei marchi più noti; ma sono davvero convenienti?

Processore SnapDragon 821, scheda video Adreno 530, schermo FHD, 4GB di memoria ram e scocca in materiali pregiati; sono alcune delle caratteristiche di quello che al momento è ritenuto uno dei migliori smartphone Android, il Google Pixel che, nei paesi dove è già in vendita, costa non meno di 750€, ovvero circa 400€ in più rispetto al semisconosciuto Xiaomi Mi5 S, che offre una scheda tecnica quasi identica a quella del Pixel.

Quello del Mi5 S non è un caso isolato, sono infatti numerosi gli smartphone di origine cinese che offrono ottime schede tecniche a prezzi decisamente inferiori rispetti ai marchi più noti dalle nostre parti e questo spiega il fiorire di negozi virtuali che si occupano di vendere questi dispositivi anche nel nostro paese ed è lecito chiedersi quanto il loro acquisto sia effettivamente conveniente.

Innanzitutto va precisato che se state pensando a prodotti poco costosi perché di infima qualità, siete fuori strada, produttori come Xiaomi, Zuk, One Plus ed altri non hanno nulla da invidiare a Samsung, Lg o alla stessa Apple, quindi è immediato osservare che dal punto di vista strettamente economico non c’è gara, a parità di hardware i dispositivi cinesi riescono a spuntare prezzi più bassi anche del 50%, ma osservando il problema anche da altre prospettive è opportuno fare alcune considerazioni:

1-      Software: il software che gira sul telefono è importante quanto la scheda tecnica; da questo punto di vista, alcuni marchi cinesi come Xiaomi, Zuk, One Plus ed altri, hanno standard paragonabili a quelli degli altri produttori e non pongono alcun problema sotto questo punto di vista, mentre altri marchi minori potrebbero avere software più approssimativi. Va inoltre considerato che, nel caso in cui il dispositivo non sia importato ufficialmente in Italia, può accadere che la lingua italiana, il software più aggiornato o alcune funzioni indispensabili come il Play Store di Google non siano disponibili, a meno di interventi di modding da parte dell’utente che, sebbene non complicati, necessitano comunque di un minimo di dimestichezza con la tecnologia.

2-      Banda 20: gli smartphone cinesi sono appunto pensati per essere venduti in Cina dove gli operatori telefonici, a differenza di quello che accade in Italia, non utilizzano la banda di frequenza 800Mhz, detta anche banda 20 e per questa ragione molti telefoni cinesi non la supportano. Quanto tale mancanza possa essere grave dipende da svariati fattori, in particolare dal proprio operatore telefonico e dal luogo in cui si usa abitualmente il telefono; ad esempio, 3 Italia non utilizza la banda 20, quindi il fatto che il telefono non la supporti è del tutto ininfluente, mentre al contrario Wind ne fa largo uso e il fatto che il telefono non trasmetta e riceva a 800Mhz può essere un grosso problema.

3-      Garanzia/assistenza: come detto, molti smartphone cinesi non sono ufficialmente importati in Italia e la loro distribuzione è affidata o agli store cinesi (molti dei quali disponibili anche in lingua italiana) che spediscono anche nel nostro paese o direttamente a store italiani che si riforniscono tramite propri canali. Nel primo caso, garanzia e assistenza sono di fatto assenti e in caso di guai non resterà altro che rassegnarsi, mentre nel secondo caso, dovrebbe essere presente la garanzia del venditore, che comunque non è paragonabile al servizio offerto dalle case madri

4-      Dogana: nel caso in cui si voglia acquistare il proprio smartphone da uno store cinese, è possibile che al momento della consegna vengano reclamati i cosiddetti dazi doganali; per evitare il problema, molti store offrono tra le varie opzioni d’acquisto anche la spedizione da un paese U.E.

Ultima modifica: 30 ottobre 2017

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