Teramo. Alla vigilia della trasferta del “Riviera delle Palme” diversi cronisti, immaginando un Teramo in difficoltà contro la Sambenedettese, non scartavano l’ipotesi di un cambio della guardia in vetta alla classifica del girone F di Serie D. Mai valutazione fu più sbagliata!
Eh già, perché sul terreno di gioco marchigiano gli uomini di patron Campitelli hanno offerto una grande prova di forza, ridimensionando le ambizioni di una Samb decisamente timorosa sotto il profilo tecnico-tattico. Se il principale problema rossoblù era quello di fermare l’attacco atomico del Teramo, la soluzione adottata da mister Ottavio Palladini probabilmente ha sancito la sconfitta della sua formazione già nella fase di compilazione della distinta: linea difensiva a cinque (con quattro over) e conseguente inserimento a centrocampo dei giovanissimi Cuccù e Gramacci, troppo “leggeri” e inesperti per contrastare un palleggiatore del calibro di Vitone. A conti fatti, per tutta la durata del primo tempo il Diavolo ha giocato come il gatto con il topo, giostrando la sfera in attesa del momento migliore per colpire: l’occasione giusta è capitata al 29’ minuto sui piedi dell’argentino Masini, bravo a trasformare il Sambodromo rossoblù in un…Tangodromo biancorosso. Nella ripresa, poi, Petrella e Arcamone hanno approfittato degli spazi più larghi e della superiorità numerica per piazzare i colpi del definitivo ko, lasciando ai padroni di casa solo le proteste per la direzione arbitrale del signor Livio Marinelli di Tivoli.
Francesco Graduato






















