Alba Adriatica. Rimozione materiale fangoso nel Vibrata: il tavolo tecnico si aggiorna al 20 settembre, quando si conoscerà l’esito dei campionamenti dell’Arta (finalizzati a rilevare la presenza di eventuali residui inquinanti) e sarà più chiara la strategia da seguire.
L’inchiesta prosegue: c’è un secondo indagato. Nel frattempo, la procura di Teramo (titolare dell’inchiesta è il sostituto Laura Colica), prosegue nella verifica dei vari depuratori che insistono lungo il corso del Vibrata. Nel registro degli indagati, dopo Giacomo Di Pietro (presidente di Ruzzo Reti), è stato iscritto anche Enrico Bisanzio, legale rappresentante del Cepas (centro attività promozionali e cooperative), coop che gestisce per conto del Ruzzo una serie di impianti di depurazione nel cuore della vallata (Corropoli, Sant’Omero, Sant’Egidio e Nereto). Dai rilievi dell’Arta, infatti, sarebbero emersi dati fuori norma nelle acque di depurazione in uscita dai vari impianti. In questa fase, dunque, tutta l’inchiesta è focalizzata sul funzionamento dei vari impianti di depurazione delle acque, anche con l’ausilio di un consulente tecnico, già nominato, che avrà il compito di effettuare una serie di verifiche accurate.
Immagine lesa: il Comune di Alba Adriatica nomina legale. La giunta municipale, come anticipato nei giorni scorsi dal sindaco Giovannelli, ha affidato ad un legale (Gabriele Rapali), il compiuto di tutelare l’immagine dell’ente e della cittadina di Alba Adriatica, finita nel tritacarne (non solo mediatico), per l’inquinamento del Vibrata e di tutte le vicende correlate (le enteriti). In questa prima fase, Rapali assisterà il Comune per quanto concerne l’inchiesta aperta dalla magistratura (che ravvede l’ente come parte lesa, al pari della Provincia e di Martinsicuro), poi in base agli sviluppi che prenderà la vicenda, potrebbero essere perseguiti altri obiettivi.
Ironia sugli amministratori sul ponte in legno. L’altra faccia della medaglia, in questi caldi giorni di fine estate, è rappresentata dall’ironia e dal sarcasmo, non certo in stile english, che investono il sindaco di Alba Adriatica e il suo esecutivo. Questa mattina, sul ponte in legno del Vibrata, è comparso un cartello (che ironizzava sul recente tuffo in mare fatto dagli amministratori) che si arricchiva con una filastrocca. Di fianco pendeva un oggetto di forma sferica (forse una palla), rivestito di pelle di pollo. Attorno c’erano alcuni curiosi. Il tutto è stato poi rimosso.
Berardo Rabuffo: “ accertare le responsabilità e rilanciare immagine comuni costieri”. Sulla vicenda dell’inquinamento del torrente Vibrata, e di tutti gli effetti collaterali che si sono generati nei giorni immediatamente successivo al Ferragosto, il consigliere Berardo Rabuffo prende una posizione chiara, sia in ordine alla necessità di perseguire le responsabilità e sia di sostenere l’immagine, ora parzialmente offuscata, delle località balneari coinvolte. “La magistratura deve accertare le reali responsabilità sulle cause che hanno prodotto l’inquinamento del fiume Vibrata e perseguire nei termini di legge i colpevoli”, è il lapidario commento di del consigliere regionale. “Gli ultimi avvenimenti, che hanno trovato risalto anche sulla cronaca nazionale, hanno prodotto un’immagine negativa del territorio teramano, in particolare per i comuni di Martinsicuro ed Alba Adriatica, con pesanti ricadute anche per il turismo balneare. E’ necessario reagire con fermezza accertando le cause ed i responsabili perché possano rispondere dinanzi alla legge dei danni inflitti al nostro territorio, sia ambientali che economici. In qualità di consigliere regionale espressione di questa provincia, avanzerò delle proposte in Regione che avranno lo scopo di rilanciare l’immagine dei comuni di Martinsicuro ed Alba Adriatica, il turismo e l’economia del posto deteriorata dagli ultimi avvenimenti di cronaca. Infatti questo episodio si va ad aggiungere ad altri avvenuti in passato che potrebbero creare uno stereotipo per il territorio in cui tutto, non solo le spiagge e l’ambiente, ma anche l’equilibrio sociale è negativo. E’importante che la politica in questo momento sostenga i cittadini e si attivi immediatamente, per tramite delle istituzioni, per risolvere il problema. Un mio invito va quindi all’amico e assessore provinciale Francesco Marconi perché la Provincia agisca prontamente in tal senso”.






















