Roseto. “L'ennesimo incidente che vede coinvolto, purtroppo con esito mortale, un ciclista, sulle strade della provincia di Teramo porta a chiedersi quanto ci sia in questi episodi di fatalità e quanto, invece, sia ascrivibile all'inerzia delle amministrazioni sui temi della mobilità sostenibile e, in particolare, sulle azioni da porre in atto per favorire gli spostamenti di pedoni e ciclisti in ambito urbano e suburbano”. E' quanto denuncia il CCiclAT - Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano - commentando l'incidente mortale che ha coinvolto, Guido Reggi, pensionato rosetano, che in sella alla sua bicicletta percorreva la ss 16 all'altezza di località Borsacchio. di Roseto degli Abruzzi.
"La nostra Regione - continua il CCiclAT - non ha una legge sulla mobilità ciclistica nè un progetto di rete ciclabile regionale, così come Province e Comuni, salvo rari casi, non hanno programmato interventi efficaci per favorire la mobilità dei ciclisti in ambito urbano. Mentre Regioni come la Puglia si apprestano ad approvare un apposita legge e si dotano di percorsi ciclabili e di norme per favorire la circolazione dei ciclisti nelle città, in Abruzzo si ritiene che l'uso della bicicletta sia una cosa estemporanea, dedicata solo a pochi sportivi e non suscettibile di ricadute positive sull'ambiente e sul tessuto sociale. Le numerose vittime della strada - ciclisti e pedoni in testa - spesso sono il frutto di mancate scelte degli Enti e delle Amministrazioni - denuncia il Coordinamento - Enti e Amministrazioni che hanno la responsabilità morale della perdita di vite umane, quando questa è dovuta alla mancanza di progettualità e di provvedimenti che, spesso, non comportano neanche impegni finanziari notevoli, ma solo un po' di buona volontà.
Il Coordinamento, quindi, chiede a tutti gli enti e amministrazioni, a qualsiasi livello, di attivarsi per “approvare finalmente la legge regionale sulla mobilità ciclistica e mettere in atto azioni concrete per favorire l'uso quotidiano della bicicletta, evitando, così, che la lista delle vittime dell'inefficienza e della noncuranza si allunghi ancora”.






















