Atri. Nonostante i numerosi incontri promossi per “fare chiarezza” e “tranquillizzare la cittadinanza”, come spesso dichiarato dall’amministrazione comunale atriana e dai vertici della Asl di Teramo, non si chiude la vicenda relativa al futuro ridimensionamento dell’ospedale San Liberatore di Atri.
E, in attesa della sentenza del Tar, prevista per il prossimo 22 giugno, quando dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dai consiglieri di opposizione del Comune ducale, ma anche da un’ampia rappresentanza dei Comuni di Pineto e Silvi, è proprio il primo cittadino pinetese, Luciano Monticelli, a puntare nuovamente i riflettori sul nosocomio atriano. E lo fa scrivendo una lettera al Prefetto di Teramo, Eugenio Soldà, ma anche al direttore generale della Asl Giustino Varrassi ed al presidente del Comitato Ristretto dei Sindaci, Maurizio Brucchi.
“Mi sono giunte notizie” scrive Monticelli “circa una imminente riunione operativa all'esito della quale verranno stabilite le modalità per la definitiva chiusura dell'Unità di Terapia Intensiva Cardiologia (Utic) dell’Ospedale di Atri e la soppressione della Guardia Cardiologia notturna ad integrazione del Reparto di Medicina Generale. Il cardiologo verrebbe, pertanto, chiamato solo in regime di reperibilità. Tali situazioni determinerebbero, sicuramente, una minore garanzia gestionale, assistenziale e tempistica nei confronti dei pazienti e inoltre, la medesima decisione determinerebbe, come ampiamente illustrato nel ricorso davanti al Tar Abruzzo contro le delibere relative all'assetto organizzativo della Asl di Teramo, un irreparabile depotenziamento della struttura ospedaliera di Atri e, soprattutto, una gravissimo pregiudizio al diritto alla salute di un intero comprensorio”.
Luciano Monticelli chiede, quindi, alla Direzione Generale della Asl di “desistere dalla iniziativa” ed al presidente del Comitato Ristretto dei Sindaci di invitare la Direzione della Asl a “sospendere questa iniziativa e ad informare tempestivamente l'Assemblea dei Sindaci delle iniziative in corso”.
A questo proposito, ricorda il primo cittadino “né l'Assemblea né il Comitato sono stati preventivamente consultati in occasione dell'adozione dei recenti atti aziendali che, nonostante la dichiarata provvisorietà, si apprestano a sortire effetti definitivi”.
Si rivolge, infine, al Prefetto di Teramo, affinché “ponga in essere tutti gli atti in suo potere per fermare tale deleteria decisione”. In caso di mancata risposta scritta entro 24 ore, il sindaco Luciano Monticelli si riserva “ogni azione, anche giudiziaria, per tutelare gli interessi della Comunità rappresentata”.






















