Sant'Egidio alla Vibrata. Una falsa società operante nel settore edile, utile per movimentare assunzioni e licenziamenti di operai stranieri, circa una novantina, e per intascare i soldi della disoccupazione versati dall'Inps. Fondi, questi, che con ogni probabilità venivano poi divisi tra chi, materialmente, aveva messo in piedi la truffa e le stesse persone in qualche modo assunte.
Nel contesto di una laboriosa indagine, avviata nei mesi scorsi dal maresciallo della stazione di Sant'Egidio alla Vibrata, Mario De Nicola (coordinato dal capitano Pompeo Quagliozzi, comandante della compagnia di Alba Adriatica), in collaborazione con il nucleo ispettorato del lavoro (Vincenzo Naselli) e sotto l'egida del sostituto procuratore Stefano Giovagnoni, hanno “scoperchiato” una vera e propria organizzazione, con base operativa a Sant'Egidio, località nella quale era stata attivata una società fantasma, che poi era riuscita a movimentare una serie di assunzioni (con relativi licenziamenti) di una 90 di cittadini stranieri. L'indagine, che in ogni caso ancora non è conclusa, visto che ora andranno verificati una serie di aspetti legati all'evasione fiscale, ed altri possibili coinvolgimenti (durante le indagini sono stati prelevati degli hard disk), è costata la denuncia a un ragioniere commercialista di Civitella, F.A. Di 62 anni (già coinvolto nel recente passato in un'inchiesta sulle false badanti) e un uomo del posto, A.C. Di 32 anni, che vestiva i panni del falso imprenditore, oltre a 5 stranieri (3 marocchini, 2 tunisini e una romena).






















