Teramo. Nella provincia di Teramo l’emergenza rifiuti ormai è un dato di fatto: sono diversi, infatti, i comuni in cui da giorni non sono stati raccolti i rifiuti per strada che, di conseguenza, si stanno ammassando davanti alle abitazioni. Ormai siamo al collasso.
A denunciarlo è il consigliere regionale del Pd, Claudio Ruffini, secondo cui “il vero colpevole di questa situazione ha un nome e cognome e si chiama Regione Abruzzo, ergo il presidente Gianni Chiodi ed il suo Assessore Mauro Di Dalmazio. Da tempo denunciamo i mancati controlli della Regione sulle tariffe di conferimento in discarica e sulla mancata programmazione provinciale delle discariche. Ma Chiodi e Di Dalmazio sembrano non vivere a Teramo e non assumono nessuna decisione per evitare lo strozzamento dei cittadini teramani”. Da qui all’emergenza il passo è breve “e ci ritroviamo senza discariche, con i Comuni costretti a recarsi dall’unico privato che le possiede e che di tanto in tanto minaccia chiusure improvvise degli impianti giustificando così gli aumenti che sono arrivati alle stelle.
Il consigliere regionale spiega che c’è la disponibilità sia della provincia di Fermo che di Ascoli ad accogliere i nostri rifiuti in questa fase di emergenza. Una sorta di accordo mutualistico in cui Teramo si impegna in futuro a restituire il favore alle Marche in caso si trovasse ad affrontare un’emergenza rifiuti.
“Con questa soluzione” aggiunge “abbatteremo di molto i costi di conferimento in discarica nonostante l’onere maggiore del trasporto nelle Marche. Abbiamo infatti calcolato che il costo non supererebbe i 130 euro a tonnellata contro i 190/200 euro che attualmente paghiamo nel teramano. Chiodi alzi, quindi, la cornetta del telefono e chieda oggi stesso a Spacca un aiuto per fermare l’emergenza nel teramano. Solo così eviteremo lo strozzamento dei cittadini esasperati dai continui aumenti della spazzatura ed allenteremo il legame che abbiamo con il privato-monopolista proprietario delle discariche. Non è onesto politicamente e istituzionalmente abbandonare i sindaci in questa difficile gestione dei rifiuti e farli diventare accaniti esattori nei confronti dei propri cittadini. Il sistema pubblico istituzionale fatto da Regione-Provincia-Comuni si assuma le proprie responsabilità in una logica di solidarietà civica”.
Ruffini annuncia, infine, che sul tema dei continui aumenti delle tariffe ha presentato un’interrogazione al question-time che verrà discussa nel Consiglio regionale dell’8 maggio prossimo.




























