Giulianova. Continua la polemica fra Francesco Mastromauro, e l'associazione di cultura politca Il Cittadino Governante che lancia l'accusa: “Il sindaco continua a polemizzare con discorsi che deviano apertamente dalle domande postegli dal Cittadino Governante”.
Secondo l'associzione giuliese “le questioni che lo imbarazzano o lo mettono in difficoltà vengono sistematicamente eluse ma poi, Mastromauro, si strappa le vesti da mecenate nel difendere a spada tratta il suo capo di gabinetto. Ma anche su questo scantona dal tema vero da noi posto e lo rappresenta come più gli conviene. Il Cittadino Governante non ha affatto messo in discussione il valore e la professionalità del dott. Galantini, studioso, storico, scrittore, giornalista, né la sua remunerazione”. Due sarebbero le obiezioni sollevate dal Cittadino Governante in merito al ruolo di Sandro Galantini:
- L’inopportunità della creazione, accanto alla già esistente segreteria del sindaco, di un ufficio di staff in un comune con le gravi difficoltà finanziare attuali, per cui ai 28.000 euro annui circa per la segreteria, si sono aggiunti altri 37.000 euro circa per l’ufficio di staff del sindaco per un totale di 65.000 euro.
- Il ruolo svolto quotidianamente dall’ufficio di staff e cioè: presentare ossessivamente in maniera trionfalistica l’attività del sindaco e della giunta; maltrattare, offendere ed aggredire, con un linguaggio che nulla ha di istituzionale, tutti gli avversari che si permettono di criticare l’amministrazione, anche quando hanno ragione da vendere o fanno proposte seriamente costruttive”.
L'associazione giuliese invitando l'amministrazione comunale e lo staff del sindaco ad abbassare i toni ripropone a Mastromauro tutti i quesiti sulla farmacia comunale già presentante nei giorni scorsi, aggiungendo alcune considerazioni su altri fatti importanti come la recinzione ex casa del marinaio: “anche nel 1994 c'erano le regole militari che impedivano la rimozione delle barriere sul molo nord eppure ci si riuscì, con una garbata ma efficace azione diplomatica convincendo tutti quelli che decidevano in merito a Giulianova, Pescara ed Ancona.






















