Giulianova. Rinviato l'ordine del giorno sulle osservazioni al Piano di Recupero dell’ex Foma, zona sud della città. Il punto, il primo del consiglio comunale odierno, sarà discusso nella prossima seduta dell'assise civica il 14 marzo. La decisione è stata presa nella conferenza dei capigruppo su proposta della lista Progresso Giuliese e votata da tutti i consiglieri ad eccezioni di Vinicio Ridolfi (Pd). Il sindaco, invece, si è astenuto.
Sul punto era annunciata la forte opposizione de Il Cittadino Governante e qualche perplessità del nuovo gruppo Progresso Giuliese (Ciafardoni, Francioni, Maddaloni e Sacconi). Tra le diverse osservazioni, una in modo particolare che riguarda l’edificio di un ex casello ferroviario, in via Del Carso, acquistato totalmente 2 anni fa dalla famiglia Di Battista che oggi rischia di ritrovarsi senza il piccolo stabile.
Si tratta di un immobile che si sviluppa su due livelli, con uno scantinato (complessivamente circa 300 metri quadri), una corte esterna di 500 metri quadri. Secondo il piano di recupero dell’ex Foma, che fa riferimento all’imprenditore rosetano Giovanni Lucidi, questo edificio deve essere abbattuto e al suo posto sorgerebbe una strada di collegamento con tutta la nuova zona di sviluppo. Alla base dello studio del piano di recupero c’è un grave errore di fondo, sottovalutato dai tecnici progettisti e dall’amministrazione comunale di Giulianova. L’errore sta nel fatto che tutti quanti erano convinti che quell’edificio fosse ancora di proprietà delle Ferrovie.
Il consiglio comunale è proseguito con la discussione dei due ordini del giorno proposti da Franco Arboretti (Il Cittadino Governante) su monetizzazione e mercato. Altro punto il conferimento della cittadinanza onoraria a Giuseppe Calabrese.
Giulianova, acquistato l’ex casello dalle Fs. Ma il Comune vuole ora abbattere la casa






















