Atri. Uno a zero, palla al centro. Il sindaco di Atri, Gabriele Astolfi, ha messo a segno la sua prima rete ieri, in occasione dell’assemblea pubblica, convocata dallo stesso primo cittadino nell’Auditorium S. Agostino. L’obiettivo? Fare chiarezza una volta per tutte su un tema particolarmente sentito e discusso: l’ospedale di Atri e il suo futuro.
Astolfi ha spiegato ai cittadini intervenuti la sua versione dei fatti, supportata dai numeri forniti dal Servizio Endoscopia di Atri. E i dati parlano di “prestazioni raddoppiate e liste di attesa dimezzate nel solo reparto di Gastroenterologia".
“Questi sono i fatti” commenta Astolfi “la verità non è quella dell’opposizione. Questi risultati sono reali e non dimentichiamo che c’è un solo medico a disposizione. Due, in verità, che si alternano ogni 15 giorni”.
Certo, questi sono i numeri ufficiali, ma tra il pubblico presente c’è qualcuno che li contesta. “Mio marito” racconta una signora “aveva prenotato una colonoscopia, ma tre giorni prima mi hanno chiamata dicendomi che l’esame era stato rinviato”. Motivo? “Non c’erano medici. Sono tornata poi per riprenotare la visita, fissata per novembre, ma parlando con dei conoscenti ho scoperto che avevano prenotato lo stesso esame dopo di me. E lo faranno molto prima. Mi chiedo: servono raccomandazioni anche per una colonoscopia?”
Questa la voce del cittadino, che si scontra con le parole del sindaco, il quale ribadisce con forza: “Il San Liberatore funziona e, dal 1 gennaio 2010 (gestione Varrassi, ndr), non ha perso alcun servizio”.
Certo, e l’Atto aziendale della Asl parla chiaro, l’Utic sarà smantellato, ma “non c’è mai stato, visto che era ed è sprovvisto di emodinamica (indagine che consente di effettuare uno studio morfologico e funzionale della circolazione cardiaca, ndr)”.
Su altri due reparti, Psichiatria e Urologia, pare che Varrassi abbia fatto un passo indietro: “resteranno attivi h24” assicura Astolfi “e non saranno trasferiti”.
E poi, ancora, le nuove strumentazioni, i ricorsi, le polemiche. “L’ospedale di Atri uscirà potenziato da tutto questo” aggiunge “altro che declassamento. Ormai con l’opposizione non ha nemmeno più senso dialogare. Dicono che le mie sono solo bugie, ma mi devono elencare tutte le menzogne che ho detto. L’ospedale di Atri è diventato il capro espiatorio di una battaglia politica. Ma bisogna capire che è finito il tempo degli ospedali generalisti, serve specializzazione”.
E da qui alla stoccata a Monticelli, il passo è breve: “Mi accusa di avere degli interessi (Astolfi è socio di una nota azienda locale che produce articoli per la medicazione, l’igiene e la pulizia, ndr), ma sono quattro anni che non lavoriamo con la Asl di Teramo”.
E conclude con una promessa: “L’80 per cento di quello che è scritto nell’Atto aziendale, tra macchinari e medici, arriverà entro Natale”.
Un nodo al fazzoletto, si vedrà tra qualche mese quale sorpresa troveranno gli atriani sotto l’albero.
Nel frattempo, la palla passa all’opposizione che proprio oggi critica la comunicazione inviata dal Direttore Generale Varrassi, con cui dispone il ripristino di tutte le attività antecedenti i provvedimenti aziendali relativi a Unità Coronarica, Unità di Urologia, Servizio diagnosi e cura Unità di Psichiatria, del presidio ospedaliero di Atri, in attesa di risoluzione di importanti motivazioni interne. “E’ incredibile” commentano le forze di minoranza “quelle che Varrassi definisce motivazioni interne, altro non sono che la conseguenza del provvedimento di sospensiva del Consiglio di Stato da cui discende obbligo di rispetto ed esecuzione. Sarebbe stato più opportuno, da parte sua, richiamarsi a quest'ultimo e non invocare presunte ragioni organizzative che, come d'incanto, sopraggiungono all'indomani della pronuncia di sospensiva.
Di questo e molto altro se ne discuterà nel secondo tempo della “partita”, venerdì (ore 17 in piazza Duomo), quando l’opposizione risponderà con la sua assemblea pubblica e la sua versione dei fatti.
Sotto a chi tocca: ormai ad Atri pare si sia entrati con largo anticipo in campagna elettorale. I presupposti ci sarebbero tutti: il centro destra da una parte, il centro sinistra dall’altra.
Senza dimenticare La Destra e La Rosa Bianca, che al momento non si sono ancora pronunciati sul loro futuro elettorale, e soprattutto, senza dimenticare di guardarsi le spalle: piccole “crepe” nel Pdl atriano compaiono all’orizzonte, con alcuni consiglieri comunali di maggioranza che lanciano messaggi che solo il tempo potrà chiarire. Ieri, sul social network Facebook, l’ex assessore comunale Angela De Lauretis e i consiglier Davide Di Giacinto e Alfonso Di Basilico si sono detti “allarmati” per quanto sta succedendo (o succederà) al San Liberatore. Cosa succederà domani?”
Il commento del sindaco di Pineto, Luciano Monticelli. “Soddisfatti a metà”. È questo il commento del sindaco di Pineto Luciano Monticelli in merito al “dietrofront” da parte del direttore generale della Asl di Teramo, Giustino Varrassi. Il manager ha infatti disposto il ripristino con effetto immediato di tutte le attività antecedenti i provvedimenti aziendali riguardanti l’Utic e i reparti di Urologia e Psichiatria dell’ospedale di Atri. “E’ certamente un risultato importante" dichiara il primo cittadino pinetese "ma si tratta di una disposizione di servizio che comunque non cambia l’atto aziendale. Pertanto non abbasseremo la guardia. Non permetteremo di indebolire una struttura ospedaliera che fino a qualche anno fa era il “fiore all’occhiello” della sanità abruzzese”. Continua, dunque, la battaglia del’amministrazione comunale di Pineto, che, alla luce dei recenti sviluppi, chiede a Giustino Varrassi di modificare l’atto aziendale e di rinunciare a difendere la posizione della Asl davanti al Consiglio di Stato. Allo stesso tempo Monticelli si rivolge al prefetto di Teramo Eugenio Soldà, chiedendo formalmente con una missiva di monitorare quanto sta accadendo attorno al San Liberatore di Atri.
La precisazione del consigliere comunale del PdL Alfonso Di Basilico: “In qualità di consigliere comunale, smentisco tutte le notizie in merito ad una presunta spaccatura del PdL atriano. Nel ribadire la piena fiducia al sindaco Astolfi e al gruppo consiliare del PdL, esprimo perplessità riguardo le recenti notizie riguardanti la presunta realizzazione di un ospedale a Giulianova, con un conseguente inevitabile decentramento e depotenziamento del nosocomio atriano e confermo la volontà di proseguire nelle azioni rivolte alla tutela ed alla salvaguardia dell’ospedale San Liberatore”.
Marina Serra






















