Dopo mesi di polemiche, battaglie, scioperi della fame, rinvii e dibattiti, il Consiglio regionale ha approvato ieri il progetto di legge n. 79 del 2009 che ridefinisce i confini della Riserva Naturale del Borsacchio. Ora si attende solo la pubblicazione sul Bura. Dopo di che il progetto diventerà legge. Certo, non è stata una seduta tranquilla, quella di ieri, ma alla fine il provvedimento è passato con i 26 si (Pdl e Pd) e 9 no.
“Una proposta che era stata condivisa non solo dai Comuni di Giulianova e Roseto e dalla Provincia di Teramo, ma anche dai cittadini e dalle associazioni di categoria” commenta il promotore Berardo Rabbuffo, consigliere regionale di Futuro e Libertà “che hanno subìto per sette anni le ingiustizie dovute dalla scelta incomprensibile di non voler mai attivare la riserva attraverso la nomina dell’ente gestore della Riserva e l’approvazione del PAN. Le misure di salvaguardia che scattano subito dopo l’istituzione di una Riserva naturale impongono numerosi divieti che di fatto bloccano qualsiasi tipo di attività all’interno del perimetro, ma queste devono avere carattere provvisorio e di breve durata. Contrariamente a quanto previsto dalla legislazione nazionale e regionale, queste misure straordinarie sono divenute per la Riserva del Borsacchio la normalità”. Cosa cambia oggi? “Con la nuova riperimentrazione” spiega ancora Rabbuffo “l’area del Parco viene ampliata, arrivando a 1150 ettari circa. Perciò, tutte le bugie e le accuse di coloro che si definiscono ambientalisti risultano essere infondate. Inoltre, tutte le aree di interesse faunistico o naturalistico tanto decantate sono all’interno del perimetro approvato. Adesso sarà possibile completare il contratto di quartiere nella zona dell’Annunziata con la realizzazione della centrale di teleriscaldamento, sulla quale erano già stati stanziati dei fondi. Grazie anche al voto favorevole del PDL e di Claudio Ruffini, possiamo dire addio ad un vecchio modo ideologizzato di fare ambientalismo”.
Secondo Rabbuffo, infatti, sulla vicenda c’è stata molta demagogia. “Non è più possibile considerare la tutela dell’ambiente senza preoccuparsi della sua valorizzazione, che si ottiene attraverso la costituzione dei comitati di gestione, attraverso l’approvazione dei PAN e destinando risorse economiche affinché le aree protette possano funzionare. Diversamente, non otteniamo nulla se non l’impoverimento del territorio e di chi si ritrova a subire divieti senza mai poter vedere i vantaggi di essere all’interno di un’area protetta”.
La Riserva, dunque, è passata in Consiglio nonostante gli 850 emendamenti degli oppositori (Prc in primis) e ridefinisce in sostanza il perimetro del Parco, tirando fuori il quartiere dell’Annunziata a Giulianova, l’abitato di Cologna, contrada Giammartino e gli otto campeggi situati tra Giulianova e Cologna. In definitiva, l’unico ente gestore rimane il Comune di Roseto.
LE REAZIONI. Sarà stata anche condivisa dalla maggioranza, dalle amministrazioni comunali, dai cittadini e dalle associazioni di categoria, ma ancora oggi, all’indomani della sua approvazione, sono ancora tante le polemiche che la proposta di legge riesce a scatenare. Da una parte esultano Pdl e Comune di Giulianova, dall’altra c’è lo schieramento dei no, dall’Idv alla Federazione della Sinistra, da Sel al WWF, passando ovviamente per Pio Rapagnà, di Città per Vivere, protagonista di uno sciopero della fame in segno di protesta.
LANFRANCO VENTURONI, PDL. "Si parla tanto di sussidiarietà senza avere la coerenza di tradurla in iniziative concrete. Noi, invece, non abbiamo fatto altro che ribadire in sede legislativa regionale le volontà dei Consigli comunali di Giulianova e Roseto. Siamo certi di aver reso un buon servizio a quei territori. Ricordo ai più, infatti, che grazie a questa riperimetrazione il Comune di Giulianova sarà libero di attuare il contratto di quartiere e il Comune di Roseto potrà tornare a disporre autonomamente del proprio territorio, indipendentemente dai colori politici delle amministrazioni che si susseguiranno. A una politica avvertita dal cittadino come distante e disattenta, smarrita in vuote parole, noi abbiamo risposto riportando al centro dell’attività legislativa regionale quello che realmente interessa alla collettività di quei luoghi”.
CESARE D'ALESSANDRO, IDV. “Il Borsacchio cessa di essere riserva naturale e diviene luogo di speculazioni edilizie. La maggioranza di centrodestra consente a pochi di fare i propri interessi, mentre molti, tanti, tantissimi cittadini, le giovani generazioni, perderanno una delle oasi faunistiche più belle del Mediterraneo. Tutto ciò lo dobbiamo non solo a Rabbuffo, che in Consiglio regionale rappresenta più il cemento che i cittadini; lo dobbiamo soprattutto a Chiodi il quale, contro l’interesse di tutti gli abruzzesi, ha portato avanti una battaglia durata undici ore, per affermare che le riserve naturali, nella nostra regione, si possono tranquillamente togliere, dopo che ben cinque leggi ne avevano garantito l’istituzione e l’esistenza. Da questa battaglia non escono sconfitti gli ambientalisti né i cittadini che avevano voluto e difeso il Borsacchio; escono sconfitti la buona politica e soprattutto le forze della destra, che nel nostro Paese, nella nostra Regione, vivono un rigurgito da anni ’90. Dopo aver messo mano al Borsacchio nessuna riserva, oasi o parco regionale, è più al sicuro dagli interventi devastanti che possono intervenire su pressione di lobbyes chiaramente individuabili, i cui interessi mai collimano con quelli generali. Ma noi non ci arrendiamo, ricorreremo in tutte le sedi, dal Collegio per le Garanzie Statutarie sino alla Corte Costituzionale, se ci sarà possibile, per impedire quello che consideriamo un vero scempio ambientale, consumato ai danni delle generazioni più giovani e di tutti coloro che credono in un rapporto tra cittadino e territorio basato sul rispetto e sulla tutela di quanto la natura ci ha donato”.
PIO RAPAGNA', CITTA' PER VIVERE. “Grave è la responsabilità della precedente Giunta Comunale di centrosinistra guidata dal Sindaco Franco Di Bonaventura per non avere provveduto in 6 anni alla sistemazione dei cartelli segnaletici perimetrali e di quelli lungo le strade di accesso alla Riserva, alla elaborazione di un progetto pilota di gestione finalizzato all’occupazione di disoccupati ed inoccupati, alla istituzione dell’Organo di gestione e all’adozione del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva. Per gli stessi motivi sono altrettanto gravi sono le responsabilità delle due Giunte Provinciali di centrosinistra a guida Ernino D'Agostino e di centrodestra a guida Valter Catarra per non avere attuato la Delibera della Giunta Regionale del 27 novembre 2008 che ha affidato alla Provincia di Teramo la gestione della Riserva Borsacchio.
MARCO BORGATTI, FEDERAZIONE DELLA SINISTRA ROSETO. “Sette anni di inettitudine sono serviti a tirare fuori dal cilindro un coniglio monco. Ormai è noto a tutti che diversi costruttori hanno acquisito terreni all’interno della Riserva e questo ritaglio dei confini pare molto più un favore agli speculatori del cemento che ai cittadini residenti. Nella nottata di ieri la Federazione della Sinistra di Roseto era in consiglio regionale a manifestare tutta l’indignazione per questo ritorno alla speculazione. Ieri in Regione si è aperta la strada alla speculazione edilizia, si è tutelato l’interesse di pochi costruttori ed imprenditori e ancora una volta il prezzo lo pagheranno i cittadini. Chiediamo a tutte le forze politiche, civiche ed associazioni interessate in questi mesi nella lotta in difesa del Borsacchio di riunirsi, sedersi insieme e lanciare una grande manifestazione tutti insieme e portare centinaia di persone in piazza per gridare forte a questi miopi amministratori che Roseto c’è e vuole la Riserva. Lottiamo uniti per un bene comune e difendiamo la nostra terra”.
TOMMASO DI FEBO, SEL TERAMO. “E’ una vergogna per l'Abruzzo, da sempre considerata Regione Verde d'Europa. Ancora una volta si permetteranno le speculazioni edilizie e nuove colate di cemento lungo la costa e non lo sviluppo turistico, ambientale e culturale dei territori della Riserva Naturale del Borsacchio. Chi ha assunto e votato questa scellerata deliberazione in consiglio regionale di fatto sta avvantaggiando anche la società Medoilgas Italia spa, per l'istanza di ricerca presentata alla Regione per l'estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi. Sinistra Ecologia e Libertà, sta definendo un piano d'azione per organizzare una manifestazione imponente per contrastare questa scellerata e vergognosa delibera di riperimetrazione votata dal consiglio regionale, coinvolgendo le associazioni ambientaliste, i cittadini e gli altri partiti che come noi si battono per la tutela dell'ambiente nei nostri territori.
FRANCESCO MASTROMAURO, SINDACO DI GIULIANOVA. “Dopo tanti rinvii si è giunti infine alla revisione dei confini della riserva, escludendo la porzione più meridionale del territorio di Giulianova, collimante con una parte del quartiere Annunziata. Grazie a questa decisione, che ha ricevuto il decisivo sostegno dei consiglieri Claudio Ruffini e Berardo Rabbuffo, si è messa fine alla irrazionale inclusione di una parte di Giulianova, fortemente urbanizzata, nella riserva. Riserva che sicuramente ha un senso per il territorio rosetano ma non per noi. E che l'inclusione del quartiere Annunziata nella riserva fosse illogica, lo avevano ben compreso, con dichiarazione bipartisan, i componenti della Seconda Commissione Regionale, ai quali esposi le ragioni della ripetrimetrazione già nel novembre 2009. Sulla questione si espresse anche, il 20 settembre 2010, il Consiglio comunale di Giulianova, che votò compatto per la riperimetrazione, ed io ebbi modo di tornare a richiedere l'estrapolazione di Giulianova, incassando nuovamente il consenso della Seconda Commissione Regionale, nell'audizione del novembre 2010. In quell'occasione la Commissione non solo ritenne irrazionale l'inclusione di Giulianova nella riserva, ma realizzò come tale inclusione avrebbe fortemente penalizzato la nostra città per l'impossibilità di completare l'iter previsto dal Contratto di Quartiere, che prevede una significativa opera di riqualificazione dell’intera area, valorizzandola sotto il profilo ambientale e turistico. Per questo la Commissione espresse il suo ok alla riperimetrazione anche il 10 marzo 2011, venendo persino a Giulianova, il 26 gennaio scorso, per constatare quanto irrazionale fosse in effetti l'inclusione di Giulianova nella riserva. Ora potremo ultimare l'iter del Contratto di Quartiere scongiurando il rischio di dover restituire al Ministero i fondi ricevuti”.
AMBIENTALISTI E COMITATI. “Dopo averla di fatto congelata per sette anni, i “nuovi barbari” hanno sottratto alla Riserva naturale del Borsacchio delle aree di pregio per servirle su un piatto d’argento ad un manipolo di speculatori. Definire “nuovi barbari” i 26 Consiglieri Regionali che l’8 maggio hanno votato a favore del taglio della Riserva suona quasi come un complimento; i Barbari veri, almeno, nutrivano un profondo rispetto per la natura. Questi invece hanno dimostrato di disprezzarla. La “banda dei 26” è stata perseverante. Malgrado gli innumerevoli problemi di cui soffre l’Abruzzo, è riuscita a dedicare quasi una decina di sedute del Consiglio Regionale a quello che deve essere parso a molti osservatori il vero problema della nostra regione: la riperimetrazione di una piccola riserva regionale estesa appena 1.100 ettari. E così, per editto, si ritrovano fuori dalla Riserva un lungo e bellissimo tratto di spiaggia che dalla Pineta Mazzarosa si spinge fino al Quartiere Annunziata di Giulianova e la Contrada Giammartino. Per effetto della riperimetrazione il nostro territorio si trova ad essere più esposto al pericolo della cementificazione e della petrolizzazione; Giulianova, in particolare, risulta totalmente esclusa dalla Riserva e rinuncia così non solo ad un’importante occasione di riqualificazione socio-economica dell’intera area dell'Annunziata - che, ribadiamo, non avrebbe perso i benefici del “contratto di quartiere” - ma anche alle proprie origini visto che i resti del ponte di epoca romana erano all’interno della Riserva. Tristi primati per una città a vocazione turistica. La ferita inferta alla Riserva è viva e profonda, come vivo e profondo resterà per lungo tempo il ricordo di questo amaro 8 maggio. La risposta di tutte le associazioni ambientaliste sarà durissima: valuteremo tutte le strade possibili per fermare la legge approvate ieri in consiglio regionale e combatteremo quanti hanno compiuto tale scelta, in particolare chi tenta continuamente di issare la bandiera di un becero e falso ambientalismo di maniera. La guerra non è ancora finita. Anzi, deve avere ancora inizio” (WWF, Italia Nostra, Comitato abruzzese Beni Comuni, Comitato Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio, Legambiente, Archeoclub Giulianova
Slow Food condotta di Giulianova e Val Vibrata).
MASSIMO FELICIONI, SEGRETARIO COMUNALE PD ROSETO. "Il mio partito si schiera contro la decisione della Regione di riperimetrare la Riserva del Borsacchio. Non è il modo, non è il metodo, non è la sostanza. Riteniamo che la riserva sia un patrimonio che la nostra città deve tutelare, sia dal punto di vista naturalistico sia per uno sviluppo turistico che punti sempre più sulla qualità. La decisione di escludere dal perimetro della riserva la storica Pineta Mazzarosa ci lascia sconcertati, io e il mio partito siamo assolutamente contrari ad una rimodulazione della riserva fatta in base ad interessi personalistici. In questo modo il Borsacchio viene ridotto quasi ad un giardino botanico. Altre erano le aree, certamente meno preziose, che potevano essere escluse dal perimetro. Quali sono gli interessi dietro questa decisione?. Io e il mio partito siamo compatti nel rifiutare quanto stabilito dal consiglio regionale. Nelle scorse settimane i gruppi consiliari di opposizione avevano già presentato un esposto alla Procura di Teramo contro la decisione della giunta Pavone di sforbiciare la riserva. Nei prossimi giorni valuteremo le azioni da intraprendere per protestare contro questa nuova decisione della Regione”.
FRANCO CARAMANICO, SEL. “Il modo in cui la maggioranza di centro destra ha gestito la vicenda della riserva del Borsacchio dimostra solo che le vere intenzioni del Pdl erano quelle di permettere l’edificabilità in determinate porzioni di territorio. L’unica via di uscita sarebbe stata quella di affrontare la discussione puntando non ad una nuova perimetrazione ma all’approvazione del Piano di Assetto naturalistico esistente, stralciando la prescrizione che prevede un aumento di cubatura di 50 mila metri cubici. Attraverso questo strumento, opportunamente condiviso, avremmo potuto assicurare il rispetto dei vincoli di tutela ambientale, senza precludere le legittime esigenze e necessità di sviluppo espresse dalla cittadinanza e dalle categorie professionali. E invece abbiamo assistito a un gioco ambiguo del centro destra con un progetto di legge riscritto 5 volte, con emendamenti dove si inserivano le aree costiere e poi le si eliminava, con una discordanza tra il testo del disegno e la planimetria. Insomma un pasticciaccio che aveva come unica motivazione quella di lasciare campo libera allo sfruttamento del territorio”.
ENIO PAVONE, SINDACO DI ROSETO. “La riperimetrazione della Riserva del Borsacchio, approvata dal Consiglio Regionale, è il punto di partenza per far nascere concretamente l’area naturale protetta. Esprimo tutta la mia soddisfazione perché finalmente la Regione ha ascoltato le richieste delle comunità locali. Due Consigli Comunali, quello di Roseto e quello di Giulianova, si erano infatti espressi per una ridefinizione dei confini chiedendo di togliere le aree fortemente antropizzate e prive di pregio naturalistico. Penso a tutto il lungomare di Cologna Spiaggia come ad alcune aree di Giammartino e Mazzocco e poi la zona nord di Roseto dove esistono strutture ricettive e il quartiere Annunziata di Giulianova. Esprimiamo soddisfazione perché finalmente si mette un punto finale a questa annosa diatriba. Ringraziamo i promotori della legge, il consigliere Rabbuffo, la maggioranza politica del Consiglio Regionale e anche il Consigliere del PD Ruffini per aver votato a favore. Il nostro obiettivo è di realizzare concretamente la Riserva adottando il Piano di Assetto Naturalistico e procedendo con la nomina del Comitato di Gestione. Nessuna speculazione sarà approvata nelle aree di pregio e quindi chi oggi fa allarmismo può stare tranquillo. La nostra volontà è di rendere la Riserva fruibile da cittadini e turisti in un tempo ragionevole valorizzandone tutte le potenzialità”.
L’UNIONE COMUNALE PD GIULIANOVA. L’Unione Comunale ed il Circolo del quartiere Annunziata del Partito Democratico di Giulianova, esprimono viva soddisfazione per l’approvazione in Consiglio Regionale della riperimetrazione della Riserva del Borsacchio plaudono al decisivo sostegno espresso da Claudio Ruffini che resistendo a tutta una serie di sirene ha consentito la realizzazione di tale importante risultano e all’azione del Sindaco di Giulianova che ha profuso tante energie perché venissero tutelati gli interessi della collettività giuliese. Il Partito Democratico di Giulianova si è da sempre battuto in tutte le sedi perché tale risultato fosse raggiunto, prova ne sono gli innumerevoli comunicati stampa molti dei quali hanno suscitato le ire di quanti si battevano per obiettivi diversi da quelli della tutela dei parchi del quartiere Annunziata e degli interessi dei cittadini residenti. Battaglia solitaria ha condotto in questi ultimi mesi il Partito Democratico di Giulianova. Troppi colpevoli silenzi ed omissioni intorno a questa vicenda che non fanno onore a tutti coloro che non hanno ritenuto prendere alcuna posizione . Ora la battaglia è vinta. Invitiamo l’Amministrazione Comunale a procedere affinché i problemi ancora sul tappeto trovino celermente soluzione e con essi possa ripartire un quartiere, quello dell’Annunziata che non può essere trascurato.
Marina Serra





























