Il Bim? No, grazie, possiamo rinunciare senza alcun problema. Mancano solo sei giorni alla data fissata dalla Regione Abruzzo per consentire ai Comuni di esprimere il loro parere relativamente ad una ipotetica soppressione dei Bacini Imbriferi Montani, e loro, Antonio Fabri, Vincenzo Esposito e Stefania Guerrieri, rispettivamente sindaci di Penna S.Andrea, Valle Castellana e Rocca Santa Maria, hanno voluto ribadire, questa mattina nella sala giunta della Provincia, la loro posizione: “noi siamo pronti a chiamarci fuori”.
“La nostra” chiarisce Fabri “non vuole essere una guerra contro nessuno, vogliamo solo veder rispettati i nostri diritti e soprattutto non vogliamo che i soldi pubblici vengano buttati”.
Tutta la vicenda, in effetti, ruota attorno a quei 3milioni di euro circa che l’Enel versa ai Bim (Vomano-Tordino e Tronto) come sovra canone. Una somma, che secondo la normativa dovrebbe essere ripartita, in parte tra i Comuni e, la restante quota, dovrebbe essere utilizzata per i costi di gestione. “Il problema sta proprio qui” aggiungono i primi cittadini. Troppo alta, infatti la somma destinata a “mantenere in vita i Bim”, ovviamente a discapito di quella che poi viene ripartita tra i Comuni aderenti. All’appello mancherebbe circa un milione di euro, “somma che va a coprire i costi di personale, le indennità per assessori e presidenti ad esempio” specifica Fabri.
“Scommetto che alla fine ci sarà l’inciucio” conclude Fabri “e io sono pronto a denunciarlo, dicendo chiaramente che stanno rubando i soldi ai cittadini”.
Marina Serra






















