Teramo. “Caro Direttore…”. Come tutte le lettere aperte, comincia così quella scritta dal presidente della Provincia Valter Catarra per rispondere al grido d’allarme lanciato nei giorni scorsi dal direttore della Biblioteca Provinciale Delfico, Luigi Ponziani.“Ad oggi” scrive Catarra “ho un bilancio con 4 milioni e mezzo di euro di entrate in meno rispetto al 2008, la crisi ha ridotto tutte le nostre entrate; le Province traggono le loro risorse dalle RC Auto e le vendite delle autovetture, com’è noto, sono crollate; lo stanziamento statale è diminuito di 2 milioni e mezzo. Ma il fatto più grave, da un punto di vista finanziario, sono i debiti fuori bilancio della passata amministrazione, siamo a 7 milioni e 800 mila euro: 5.675.000 li abbiamo riconosciuti, 2.200.000 li dobbiamo ancora riconoscere. Le minori entrate sommate ai debiti fanno circa 12 milioni di euro in meno. Un’enormità. Con queste premesse, sulle quali non è possibile alcuna demagogia, ci siamo assunti la responsabilità di fare delle scelte: abbiamo messo mano alla manutenzione delle strade che non veniva fatta da anni; a differenza di altri enti e fra i pochi in Italia ci siamo assunti la responsabilità di offrire un’opportunità lavorativa a quasi 100 precari. Infine, siamo nella regione che ha dovuto, contemporaneamente, risanare il buco della sanità e far fronte ad uno dei terremoti più gravi degli ultimi cento anni. Tutte questioni di cui siamo stati investiti, direi travolti nel primo anno del nostro mandato. Questo contesto non sminuisce il valore del suo ragionamento ma lo colloca in un quadro dal quale né io né lei possiamo prescindere.
Questo presente è la combinazione di un passato che non ci ha visti protagonisti e voglio ragionare sul futuro che è già presente. Ci sono margini di miglioramento significativi sia nella formula gestionale sia nel potenziale progettuale che la Delfico può esprimere diventando essa stessa promotrice di progetti da presentare a finanziamento, alla Regione, al Ministero, all’Europa.
Mi creda, Direttore, nessuna sottovalutazione: qualche volta i tempi delle risposte non coincidono con le aspettative di chi legittimamente le pone ma la scala della priorità è dettata da esigenze che non consentono alternative. E di urgenze in questi due anni – dal lavoro, ai rifiuti, ai precari, ai danni delle alluvioni- ve ne sono state molte, tutte bisognose della massima attenzione”.
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Commenti
Certo, povero Valter, prima l'elezioni che non si aspettava di vincere (e, per rendersi conto di quello che è successo ci ha messo un anno), poi i ricorsi al TAR di quelle canaglie della sinistra, poi l'ispezione ministeriale (sempre per colpa dei fetentoni rossi) poi il terremoto, poi la varicella, poi le locuste, ecc. ecc. Quindi due anni sono il minimo. Ma adesso arriverà la GRANDE riorganizzazione, con un segretario generale con 100 dipendenti amministrativi, 6, e dico ben 6, nuove leve per la biblioteca, un'altra cinquantina di impiegati, stagisti e teramolavoristi per le segreterie dei solerti assessori, una decina di tecnici per scovare le offerte di voli low cost per il presidente su internet.... Intanto, grazie ai pensionamenti dei dirigenti, Valterino è riuscito, con paziente lavoro di governance, a ridurre il numero dei vertici provinciali.... Qualcun altro andrà in pensione prima o poi e, quindi, si attendo altri risparmi. Che i settori provinciali siano allo sbando chissenefrega.... sono tutti comunisti e devono soffrire.....