Ondate di calore, ecco cosa c’è da sapere

Cosa sono le ondate di calore

Come spiega il Ministero della Salute, si parla di ondata di calore quando le temperature restano stabilmente su valori molto elevati per più giorni consecutivi. Spesso la situazione è ulteriormente peggiorata da tassi di umidità elevati, scarsa ventilazione ed alti livelli di irraggiamento solare, tutti fattori che concorrono ad aumentare i rischi per la salute.

A cosa corrispondono i livelli di rischio relativi alle temperature

Dal 15 maggio al 15 settembre il Ministero della Salute pubblica sistematicamente un bollettino, nel quale giorno per giorno viene individuato il livello di rischio associato ad eventuali temperature elevate. Il sistema prevede 4 livelli di rischio così definiti:

–        Livello 0 (bollino verde): rappresenta condizioni meteorologiche che non comportano un rischio per la salute della popolazione;

–        Livello 1 (bollino giallo): situazione di pre-allerta, ovvero condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore. Questo livello non richiede azioni immediate, ma indica che nei giorni successivi è probabile che possano verificarsi condizioni a rischio per la salute;

–        Livello 2 (bollino arancione): indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili

–        Livello 3 (bollino rosso): indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Quali sono le precauzioni da adottare

Oltre allo scontato consiglio di evitare, per quanto possibile, l’esposizione all’aria aperta nella fascia oraria che va dalle 11.00 alle 18.00, il Ministero della Salute suggerisce di:

–        Informarsi sulla presenza, nel proprio quartiere, di locali pubblici climatizzati dove poter trascorrere alcune ore della giornata;

–        Prendersi cura di parenti e vicini di casa anziani, anche segnalando ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitino di un intervento;

–        Evitare di recarsi in parchi e aree verdi nelle ore più calde della giornata, dove gli alti livelli di ozono potrebbero causare disturbi soprattutto ad anziani, bambini molto piccoli e persone affette da asma ed altre malattie respiratorie

–        Evitare l’uso di vestiti scuri e realizzati in materiali sintetici

–        Bere anche in assenza dello stimolo della sete, avendo cura di evitare le bevande alcoliche e zuccherate

–        In caso di terapia farmacologica in corso, evitarne la sospensione senza aver sentito prima il parere del proprio medico, inoltre è importante fare attenzione alla corretta conservazione dei farmaci, ricordando che alcuni prevedono una temperatura di conservazione non superiore ai 25/30 gradi;

–        Impostare eventuali climatizzatori in maniera tale che la temperatura sia di circa 24/26 gradi;

–        Usare con cautela i ventilatori, ricordando che possono essere causa di disidratazione, inoltre il loro uso è comunque sconsigliato quando la temperatura all’interno della stanza è superiore ai 32 gradi