Code per il reddito di cittadinanza, i Caf smentiscono: “casi isolati”

Il coordinatore della Consulta Nazionale dei Caf, Massimo Bagnoli, ha dichiarato: “Non ci risulta un fenomeno diffuso di richieste di reddito di cittadinanza”.

Nella giornata di oggi è circolata la notizia secondo cui in alcune regioni del sud sarebbe partita la “corsa ai Caf”, per chiedere il reddito di cittadinanza, la misura di sostegno al reddito prevista dal programma elettorale del M5s, e in alcuni casi i cittadini avrebbero anche preteso di avere i moduli per effettuare la richiesta.

In realtà, con il passare delle ore la vicenda sembra essere stata ridimensionata. Franco Lacarra, responsabile del job center barese Porta futuro, pur confermando che alcune persone hanno effettivamente richiesto i fantomatici moduli per il reddito di cittadinanza, ha poi sottolineato che “non si tratta di folle oceaniche”.

Dello stesso tenore anche le parole di Michele Sollecito, assessore alle politiche sociali del Comune di Giovinazzo, in Puglia, dove secondo alcune fonti si sarebbe verificato un vero e proprio “assedio ai Caf”.  “Non c’è nessuna nuova frenesia per il reddito di cittadinanza proposto dai 5Stelle – sottolinea Sollecito in una nota – ma curiosità sì. E ieri e l’altro ieri la domanda dei richiedenti verteva sull’ipotetico futuro Reddito di Cittadinanza proposto dal Movimento”.

Infine, per quanto riguarda la presunta corsa ai moduli, peraltro inesistenti, per ottenere il reddito di cittadinanza, Massimo Bagnoli, coordinatore della Consulta nazionale dei Caf, ha dichiarato: “Non ci risulta un fenomeno diffuso di richieste di reddito di cittadinanza ma questa notizia ci dice che i Caf sono un presidio per i cittadini. C’è stato invece un forte incremento delle richieste di Isee per ottenere il reddito di inclusione. A gennaio – conclude – l’aumento è stato del 30%”.