Italiani a rischio povertà: mai così tanti

La quota di italiani a rischio povertà è salita al 23%, il massimo storico da quando la Banca d’Italia ha iniziato questo tipo di indagini.

Più ombre che luci dai risultati dell’ultima indagine sui bilanci delle famiglie italiane, basata sui dati del 2016, e pubblicata oggi dalla Banca d’Italia. Se da un lato, il reddito medio è cresciuto del 3,5% dal 2014, dall’altro aumentano le disuguaglianze e soprattutto la quota di persone a rischio povertà.

In particolare, le persone con un reddito equivalente inferiore al 60% della media degli italiani, quindi a rischio povertà, sono aumentate dal 19,6% nel 2006, al 23% nel 2016. Cattive notizie anche dall’indice Gini, che misura le disuguaglianze nella distribuzione dei redditi, salito al 33,5%, un picco che non era più stato raggiunto dalla seconda metà degli anni ’90.

Il 30% più ricco detiene circa il 75% del patrimonio netto complessivamente rilevato e oltre il 40% di questa quota è detenuto da un ristretto 5% di super-ricchi, mentre il patrimonio della classe media è sceso di diversi punti percentuali, principalmente a causa del calo dei valori immobiliari.

Buone notizie invece dai dati relativi all’indebitamento delle famiglie, sceso dal 23% del 2014 al 21% del 2016, anche se l’indagine rivela come questo calo riguardi per la maggior parte le famiglie con un capofamiglia over 45, mentre i più giovani sono ancora in difficoltà.