Tasse, oggi è l’ultimo giorno per pagare

Irpef, Ires, Tasi,, Iva, Irap e addizionali comunali/regionali, entro oggi le famiglie e le aziende italiane verseranno miliardi di euro nelle casse del fisco.

Una stangata da 51.6 miliardi di euro si sta abbattendo in queste ore sui contribuenti italiani, cade oggi infatti il tax day, l’ultimo giorno utile per il pagamento di varie tasse. A beneficiare dell’esborso degli italiani sarà prima tutto l’erario, che incasserà 34.8 miliardi, seguito dai comuni con 11 miliardi e infine le regioni nelle cui casse arriveranno circa 5.3 miliardi di euro.

Per quanto riguarda le famiglie, ricordiamo che la recente abolizione della Tasi riguarda solo le prime case, mentre il balzello resta in vigore per le seconde case; dal pagamento della prima rata di questa imposta, è atteso un gettito complessivo di 10.2 miliardi di euro, dei quali almeno 5 miliardi provenienti da immobili di proprietà di privati cittadini.

A fare i conti è la Cgia di Mestre, secondo la quale il versamento più oneroso è rappresentato dalle ritenute Irpef di collaboratori e lavoratori dipendenti che tramite il meccanismo del sostituto di imposta saranno trasferite dai datori di lavoro all’erario; secondo le analisi più attendibili le ritenute versate saranno pari a circa 11 miliardi di euro, mentre l’Irpef, in capo agli imprenditori individuali, soci di società di persone e percettori di redditi diversi da quelli da lavoro dipendente e pensione, assicurerà all’erario 4 miliardi di euro.

Sempre per quello che riguarda le imprese, scade oggi anche il pagamento del saldo 2015 e dell’acconto 2016 dell’imposta sui redditi delle società di capitali (Ires), nonché dell’Iva. Si tratta letteralmente di un mare di tasse il cui adempimento è complicato e impegnativo anche dal punto di vista burocratico, tanto che il coordinatore dell’ Ufficio Studi della Cgia, Paolo Zabeo, ha dichiarato :

“ Dal pagamento di tutte queste tasse si evince che il processo di semplificazione fiscale iniziato quindici anni fa sta segnando il passo. Oltre a ridurre il carico fiscale, bisogna assolutamente sfoltire la giungla normativa che compone il nostro ordinamento tributario, per consentire ai piccoli imprenditori di liberarsi da una burocrazia e da un numero di adempimenti che sono diventati eccessivi ed estremamente costosi. Non dobbiamo dimenticare che i più penalizzati da questa situazione così opprimente sono le micro imprese e i lavoratori autonomi che, a differenza delle aziende di maggiori dimensioni, non possiedono una struttura amministrativa in grado di adempiere a tutte queste incombenze” .



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