Caso Sarti, Di Maio: “espulsione doverosa”

Oltre all’espulsione dal Movimento, la deputata rischia anche una denuncia per calunnia da parte dell’ex compagno da lei accusato di aver sottratto parte dei rimborsi destinati al fondo per il microcredito del M5s.

I probiviri accerteranno l’espulsione, che a questo punto credo sia doverosa. Per me il caso è chiuso”. Con queste parole il vicepremier Di Maio, nella veste di capo politico del M5s, ha commentato la vicenda della deputata Giulia Sarti, che ieri ha annunciato le sue dimissioni da presidente della commissione Giustizia della Camera.

La dimissioni sono collegate al caso dei mancati versamenti al fondo per il microcredito finanziato dai parlamentari del M5s. Infatti in base ad una norma interna, gli eletti del M5s sono tenuti a restituire parte del loro stipendio tramite delle donazioni ad un apposito fondo gestito dai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Economia.

Tuttavia, nel febbraio 2018, un servizio del programma televisivo “Le Iene” rivelò che alcuni parlamentari, tra cui Giulia Sarti, non erano in regola con i versamenti al fondo. In quell’occasione, la deputata riuscì ad evitare l’espulsione dal M5s attribuendo la responsabilità dei mancati versamento al suo ex compagno, Andrea Tibusche Bogdan, che all’epoca dei fatti gestiva la sua contabilità.

La tesi della deputata sembrerebbe tuttavia essere stata smentita dalla Procura di Rimini, che ha deciso di archiviare la denuncia per appropriazione indebita sporta da Sarti nei confronti di Bogdan. Di qui la necessità di una nuova pronuncia dei probiviri del M5s che, come anticipato da Di Maio, molto probabilmente decreteranno l’espulsione della deputata.