Reddito di cittadinanza: ecco le novità in arrivo

Lega e M5s hanno raggiunto un accordo sulle modifiche al testo del cosiddetto “decretone” che ha introdotto il reddito di cittadinanza e quota cento.

A quanto si apprende, la maggioranza sarebbe pronta a dare l’ok all’emendamento proposto dal senatore Massimiliano Romeo (Lega), che si propone di scoraggiare eventuali modifiche fittizie al nucleo familiare, così da poter rientrare nei requisiti minimi necessari per accedere al reddito.

In particolare, la norma prevede che in caso di divorzi o separazioni avvenuti dopo il primo settembre 2018, il cambio di residenza dovrà essere certificato da un “apposito verbale della polizia locale”.

Via libera anche all’inasprimento delle sanzioni per chi produce dichiarazioni mendaci che, oltre alla revoca immediata del reddito di cittadinanza, all’obbligo di restituire quanto indebitamente percepito e alle eventuali conseguenze penali, sarà punito anche con l’impossibilità di chiedere nuovamente il reddito di cittadinanza per un periodo di 5 anni.

La commissione Lavoro ha poi approvato l’emendamento che, per quanto riguarda gli extracomunitari, vincola l’accesso al reddito alla presentazione di una certificazione del patrimonio del richiedente rilasciata dallo Stato di provenienza e “legalizzata dall’Autorità consolare italiana”. L’obbligo di presentare la certificazione sarà derogabile per i rifugiati politici e per le persone provenienti da specifici Paesi, indicati in apposite liste redatte dal Ministero del Lavoro.

Infine, via libera anche all’emendamento che modifica la norma in base alla quale, in caso di dimissioni volontarie dal lavoro, l’intero nucleo familiare del dimissionario veniva escluso dal reddito di cittadinanza per un periodo di 12 mesi. Con la nuova formulazione della norma infatti, l’esclusione varrà solo per il componente del nucleo familiare che si è dimesso e non per tutta la famiglia.