Scontro sugli 80 euro ma Salvini smentisce lo stop al bonus

Salvini: “indiscrezioni palesemente false”.

Prime schermaglie tra le forze politiche circa la prossima legge di bilancio, ed in particolare sul nodo delle coperture economiche del provvedimento. Ad aprire le danze è stato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che durante un’intervista al sole 24 ore ha sottolineato la necessità di un riordino delle agevolazioni fiscali, che non potrà non mettere in discussione anche il bonus di 80 euro.

“Per com’è stato costruito – spiega Tria – il bonus da 80 euro crea complicazioni infinite, a partire dai molti contribuenti che l’anno dopo scoprono di aver perso o acquisito il diritto per cambi anche modesti di reddito. Ma proprio per la delicatezza del tema, è importante ribadire che tutto il sistema va rivisto con la garanzia che nessuno perda nel passaggio dal vecchio al nuovo”.

In seguito alle parole del ministro dell’Economia, alcuni quotidiani hanno riportato delle indiscrezioni secondo cui il “riordino” delle agevolazioni di cui parla Tria comporterebbe la totale abolizione del bonus 80 euro, ipotesi che ha scatenato le ire del Partito Democratico.

“Sottraggono soldi alle periferie, fanno licenziare i precari e vogliono togliere gli 80 euro per coprire la flat tax. Di Maio e Salvini hanno uno strano concetto di redistribuzione: levano ai poveri per dare ai ricchi” tuona su Twitter il presidente del Pd Matteo Orfini.

Accuse rispedite al mittente dagli esponenti della maggioranza, che bollano come fake news le indiscrezioni circolate sui quotidiani di oggi. “Il governo non pensa di togliere gli 80 euro e non vuole aumentare l’iva“, ha detto il vicepremier Salvini, che poi conclude: “Spiace dover rincorrere alcune indiscrezioni dei giornali palesemente false e che servono solo per riempire le pagine di quotidiani ad agosto”.

Sulla questione è intervenuto anche il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, che se da un lato conferma le perplessità sul bonus espresse da Tria, dall’altro assicura che “non si tolgono gli 80 euro ma vengono messi come riduzione fiscale anziché come esborso”.