Canosa Sannita, Lolli: ‘Inaccettabili lettere sospensione a lavoratori Dialifluids’

Canosa Sannita. “Appaiono del tutto inopportune e francamente inaccettabili le lettere di sospensione che la Dialifluids ha inviato ad un gruppo di lavoratori per aver scioperato”. Lo ha dichiarato il vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, in merito alla vertenza che sta interessando l’azienda di Canosa Sannita che in Abruzzo conta circa 110 dipendenti.

“Mi auguro che queste lettere – ha aggiunto Lolli – non rappresentino l’avvio delle procedure per i licenziamenti individuali. In una situazione, già così difficile, sarebbe come gettare benzina sul fuoco e non aiuterebbe di certo il difficile cammino che le istituzioni regionali stanno portando avanti per salvare i livelli occupazionali”. Nella difficile vertenza della Dialifuids si sono già create divisioni tra i lavoratori “che rischiano di indebolire la battaglia per salvare il lavoro”.

In questa situazione oggettivamente difficile “il mio impegno è volto a cercare di tenere uniti i lavoratori, ascoltando e dialogando con tutte le diverse posizioni, continuando naturalmente a mantenere un confronto serrato con l’azienda”. Di certo la vertenza della Dialfluids, a cui si aggiunge quella della Golden Lady di Gissi, appare tra le più complesse da risolvere.

“Si tratta di vertenze difficili, è inutile nasconderlo”, ha detto il vicepresidente Lolli. “Parliamo di due aziende che coinvolgono in totale circa 500 lavoratori, non più giovani, per i quali peraltro stanno scadendo le misure legate agli ammortizzatori sociali con tutte le conseguenze legate allo spettro di rimanere senza reddito, in un territorio dove non esistono alternative occupazionali. Il nostro impegno è di mettere a disposizione tutti gli strumenti possibili per favorire investitori in grado di offrire serie prospettive produttive per le due realtà.

Nessuno – sottolinea Lolli – vuole illudere i lavoratori, perché le soluzioni non sono semplici, ma tutti devono sapere che l’esasperazione tra i lavoratori e le lavoratrici è fortissima e nessuno di noi – conclude – può comprendere il dramma personale di centinaia di persone e famiglie”.



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