Francavilla, gara ampliamento cimitero: in sette finiscono a processo

Francavilla. Sette persone sono state rinviate a giudizio, con accuse che vanno dalla turbata libertà degli incanti al falso ideologico all’associazione a delinquere.

 

Lo ha deciso oggi il gip del Tribunale di Chieti Isabella Maria Allieri: sotto processo, prima udienza il 12 settembre davanti al Tribunale di Chieti, finiscono per turbata libertà degli incanti Antonio Sorgi, nella qualità di direttore regionale della direzione affari della presidenza, politiche legislative e comunitarie, parchi, territorio della Regione Abruzzo nonché amministratore di fatto della società L.T. Progetti srl, legalmente rappresentata dalla moglie; Giovanni Vaccarini, direttore tecnico nonché titolare con quote di proprietà della società Sincretica srl, Antonio Di Ferdinando, direttore tecnico della società Di Ferdinando Michele Costruzioni Generali srl, società operanti nel Consorzio Finanza e Progetti.

 

 

E ancora: Roberto Olivieri, dirigente del settore attività produttive del Comune di Francavilla al Mare nonché presidente della commissione di gara relativa al nuovo ampliamento del cimitero comunale di Francavilla, Antonio Forese, dirigente della Provincia di Pescara e del settore risorse finanziarie  del Comune di Francavilla in posizione di comando dal primo aprile del 2012 al 31 dicembre del 2013, Graziano Cialfi, responsabile di posizione organizzativa del servizio urbanistica ed edilizia del Comune di Francavilla nonché componente della commissione di gara e Antonio Giordano, funzionario architetto del Comune di Francavilla e segretario della commissione.

Secondo l’accusa l’andamento della gara fu turbato facendo in modo che si arrivasse alla decisione definitiva di aggiudicarla al Consorzio.

Fra l’altro, Sorgi, Vaccarini e Di Ferdinando, nel momento in cui la commissione di gara aveva deciso di riammettere alla gara l’ati De Cesaris Angelo-Alma Cis, inizialmente esclusa per motivi prettamente formali, avrebbero posto in essere un’attività di avvicinamento e pressione nei confronti di Giordano e di Olivieri, finalizzata comunque all’affidamento dei lavori al Consorzio che li vedeva interessati. Giordano, quale segretario della commissione, secondo l’accusa si attivava per aiutare Sorgi e Vaccarini a trovare accordi con altre società per costituire un’Ati per partecipare alla gara, metteva in contatto Sorgi con Oliveri, informò Sorgi di quante società avrebbero partecipato al bando di gara poche ore dopo la scadenza del bando e li aiutava a far sì che la fideiussione bancaria, che doveva essere depositata a pena di inammissibilità in originale, fosse valida, favorendo così il Consorzio nella valutazione di progettazione con i buoni auspici di Oliveri che, contattato direttamente da Sorgi, era oggetto di pressioni finalizzate a seguire in ”consigli” forniti e escludere le ditte concorrenti. Gara che poi non venne più assegnata perché annullata in autotutela  dopo le perquisizioni effettuate a dicembre del 2013.