Il MoVimento 5 Stelle Chieti contro la ludopatia e le slot machines

Chieti. I portavoce del MoVimento 5 Stelle nel Comune di Chieti hanno depositato una mozione con cui chiedono al Consiglio Comunale di impegnare il Sindaco e la Giunta comunale a prendere una netta posizione nei confronti della ludopatia.

“Il fenomeno – si legge in una nota dei portavoce Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo – ha ormai raggiunto livelli e numeri allarmanti, con circa 800.000 persone già patologicamente dipendenti ed altri 2 milioni di soggetti a rischio, con costi per il Sistema Sanitario Nazionale elevatissimi ed un progressivo impoverimento delle risorse economiche delle famiglie. La commissione “Affari Sociali” della Camera, il 2 agosto 2013, ha lanciato un segnale allarmante ponendo in relazione il gioco d’azzardo e le varie associazioni criminali, con reati che vanno dall’usura, al riciclaggio di denaro. A Chieti si chiede di istituire una apposita Commissione di studio e di monitoraggio del fenomeno nel territorio comunale. Di aderire al “Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo” con il quale i Sindaci sottoscrittori chiedono interventi normativi per meglio disciplinare il gioco, affinché sia previsto e consentito il potere di emanare ordinanze sindacali in materia e soprattutto affinché sia richiesto il parere preventivo ai Comuni per l’installazione di nuovi locali destinati al gioco d’azzardo. Di porre in essere interventi di prevenzione del rischio della dipendenza dal gioco patologico, mediante iniziative di sensibilizzazione, educazione ed informazione anche nelle scuole di ogno ordine e grado. Di prevedere infine, per i locali che decideranno di rinunciare volontariamente ad ospitare al loro interno slot machines, un bollino di qualità, una certificazione di ‘locale libero da slot machines’ ”.

“Siamo consapevoli che per molti esercizi commerciali la presenza di “sale slot” rappresenti un indubbio vantaggio economico, dati i ricavi possibili ma – conclude la nota – allo stesso tempo riteniamo che lo Stato, anche attraverso le Autonomie locali, debba farsi parte attiva al fine di disincentivare comportamenti dai quali possono derivare rischi concreti ed attuali per il patrimonio e soprattutto per la salute dei cittadini”.