Ortona, case popolari a Fonte Grande: riscatti bloccati dalla burocrazia

Ortona. La situazione sulle procedure di riscatto di alcuni alloggi realizzati a Fonte Grande nell’ambito del programma di edilizia residenziale pubblica è una vicenda complessa e mai affrontata che risale agli anni 80. Volendo ricostruire la storia di questa vicenda bisogna necessariamente partire dalla convenzione tra Comune e Ater, che ha avviato il programma degli interventi.

 Gli accordi tra gli enti pubblici prevedevano che il Comune avrebbe eseguito e pagato gli espropri diventando proprietario delle aree e successivamente avrebbe dovuto cedere in favore dell’Ater il diritto di superficie e quest’ultima avrebbe realizzato le palazzine. Però in molti casi le procedure di esproprio avviate negli anni 80, nonostante le indennità fossero state liquidate ai proprietari espropriati, non furono concluse con la successiva intestazione delle aree al Comune (se non per alcune particelle, la minor parte) e i lavori iniziarono senza il perfezionamento della necessaria costituzione del diritto reale di superficie. Un passaggio determinante per soddisfare le richieste di riscatto degli alloggi che oggi sono state avanzate da alcuni assegnatari.

 “Una vicenda complicata che vogliamo risolvere senza incorrere in ulteriori mancanze – sottolinea il sindaco Leo Castiglione – per questo è necessario affrontare il problema con le dovute analisi e verifiche che richiedono tempo. Infatti negli anni le particelle oggetto di avvio delle procedure espropriative furono variamente frazionate e, stante il fatto che parliamo di quasi 40 anni fa e che il catasto non permette una immediata ricerca storica dei fogli di mappa (planimetrie delle particelle) si sta cercando di ricostruire i dettagli delle procedure per non incorrere in errori ed inesattezze. Un lavoro e impegno che l’ufficio tecnico con il suo dirigente e insieme a consulenti esterni esperti in materia di catasto e notarile, sta affrontando e che prevede una serie di adempimenti tecnici per stabilire la correttezza formale degli atti, di difficile determinazione temporale”.

 Infatti oltre alla ricognizione storica e cartografica si dovranno effettuare nuovi frazionamenti (ad esempio per enucleare le strade e i piazzali) dovranno essere riallineati i piani particellari e dovranno essere perfezionati i decreti di esproprio. Solo allora potrà essere rivista la posizione dell’Ater, teorica destinataria del diritto di superficie e solo successivamente si potrà pensare di trasformare il diritto di superficie in piena proprietà di cui potranno essere destinatari i richiedenti il cosiddetto riscatto.

 “Il nostro impegno come amministrazione – continua il Sindaco Castiglione – è quello di risolvere questa questione confusa e scomoda che in tutti questi anni nessuno ha mai seriamente affrontato. Non si tratta di una semplice promessa ma di una seria e approfondita attività amministrativa che richiede tempo e deve essere condotta con oculatezza per evitare di incorrere in ulteriori inciampi burocratici. È chiaro che non possiamo sanare 40 anni di immobilismo con un semplice colpo di tastiera”.