Ospedale di Ortona, Febbo: ‘Lavoriamo per una Sanità concreta e di eccellenza’

Ortona. “L’Abruzzo non ha bisogno delle lezioni di sanità del ‘professor’ Silvio Paolucci e tanto meno non deve insegnare all’attuale maggioranza cosa fare e come farlo visto che lui, da assessore alla Sanità, ha raccontato molte frottole, ridimensionato il Bernabeo di Ortona e distrutto l’intera rete ospedaliera regionale”.

 Questa il commento dell’assessore regionale alle Attività Produttive Mauro Febbo che sottolinea come “negli ultimi 5 anni l’Ospedale di Ortona ha svolto attività di Chirurgia Generale, Ginecologia Oncologica e Ortopedia, peraltro avviate dalla Direzione Generale nominata dal centrodestra”. “Nel periodo di Direzione targata centrosinistra invece – prosegue Febbo – non vi è stata una programmazione seria, un supporto logistico né una valorizzazione delle risorse umane del nosocomio affinché si gettassero le basi per la creazione di un polo sanitario di riferimento che potesse durare nel tempo. Infatti, si sono creati e istituiti reparti e direzioni temporanei e questo ha determinato una fuga di medici e professionisti verso altri lidi visto che non hanno ricevuto garanzie per portare avanti progetti ambiziosi che necessitavano di un valido supporto da parte della Asl”.

 “Con il nuovo Governo regionale – rimarca Febbo – si stanno mettendo in campo tutte le iniziative necessarie alla difesa del patrimonio sanitario della nostra provincia. E le 32 assunzioni di dottori deliberate proprio ieri dal neo assessore alla Salute Nicoletta Verì sono una prima risposta alle emergenze lasciate dal precedente governo regionale. Nelle prossime ore affronteremo con serietà e determinazione anche le problematiche afferenti la Chirurgia e Ginecologia oncologia di Ortona che ben conosciamo. Per quanto ci riguarda continuiamo a credere nel valore e nella professionalità dei nostri medici e infermieri e siamo sicuri del fatto che supereremo questo momento difficile, di cui è responsabile il malgoverno della Giunta D’Alfonso e Silvio Paolucci”.



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