Abbattuto l’alianto monumentale di Molina Aterno

alianto molina aternoMolina Aterno. Dopo il trabocco del Turchino, è andato perduto, a Molina Aterno, un altro simbolo del paesaggio culturale e naturalistico abruzzese.

Si sono concluse infatti le operazioni di abbattimento del grosso Ailanto, simbolo della Valle subequana e dell’area sirentina, già dichiarato albero di elevato interesse monumentale, protetto per legge regionale nel 2012.

L’abbattimento è stato necessario dopo la costatazione del completo decesso del patriarca arboreo. Si è cercato fino all’ultimo di salvare il salvabile, creando anche appositamente un tavolo di concerto, ma ormai non era più possibile alcun rimedio. La decisione è stata presa dal Comune d’intesa con il Parco regionale del Sirente-Velino, con il Corpo Forestale dello Stato, con la Regione Abruzzo e con le associazioni “Coordinamento nazionale alberi e paesaggio” (Conalpa) e Pro-natura Abruzzo, con l’ausilio del dottor Kevin Cianfaglione, ricercatore universitario, invitato poichè da anni impegnato nello studio degli alberi, che per primo ha reso noto al pubblico e al mondo scientifico tale esemplare da primato, impegnandosi per la salvaguardia di questo monumento, inserendolo dapprima nella sua tesi di laurea e poi con ulteriori aggiornamenti, anche nel suo ultimo libro, in due volumi. Le associazioni commentano: “Morto per eccesso d’amore”; infatti determinate scelte fatte in passato dalle varie amministrazioni, pur pensando al bene dell’albero, avrebbero invece finito con il sortire un effetto inverso, fino a facilitarne il collasso.

Gli anziani ricordano che questo patriarca fu uno dei pochi alberi che sopravvisse alla seconda guerra mondiale, alle motoseghe dei tedeschi e alla scu’re dei paesani. Numerosissime sono le storie che lo legano alle vicende della storia mondiale, come quando, durante l’ultima guerra, un soldato tedesco morì per salvare un bambino da un mitragliamento aereo alleato e le pallottole si conficcarono nel suo fusto.

Ora si sta pensando di mantenerne, in qualche modo, il ricordo; di perpetuare la storia e la cultura. Sono state pertanto ricavate dal grosso tronco delle rotelle da esporre poi nei locali pubblici, inoltre verrà ripiantato un altro albero al suo posto, possibilmente un ailanto, figlio dei semi del precedente, così da perpetuarne la memoria storica e culturale.

Si sta pensando anche ad altre iniziative come cartelloni, pubblicazioni e manifestazioni ad hoc, coinvolgendo anche la locale Pro-Loco ed altri soggetti interessati.