Soccorso alpino: interventi alla Gran Sasso Skyrace e al Campo Imperatore FOTO VIDEO

I tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, in assistenza sul Gran Sasso per la gara di corsa in montagna “Gran Sasso Skyrace”, sono intervenuti per prestare soccorso a un atleta trentino della Nazionale Italiana.

 

In prossimità del rifugio Duca degli Abruzzi il ragazzo si è infortunato al ginocchio destro e non ha potuto proseguire la discesa.

È stato infatti assistito dal medico del Soccorso Alpino, che già in quota ha provveduto a garantirgli le prime cure, e collocato sulla barella portantina è stato trasportato a spalla fino a Campo Imperatore.

Un secondo intervento di soccorso si è invece svolto in prossimità dell’arrivo della funivia, sempre a Campo Imperatore, vicino all’Ostello. Un escursionista ha accusato un malore ed è stato necessario l’intervento del medico del Soccorso Alpino. Si è poi deciso per il trasporto all’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

La Gran Sasso Skyrace, faticosa performance di 23 km che ha visto la partecipazione di una settantina di atleti provenienti da ben 28 Paesi del Mondo, è una delle competizioni inserite nel Mondiale Giovanile di Syrunning 2019. Già da due giorni gli atleti hanno raggiunto il Gran Sasso per sfidarsi in tre distinte specialità, Vertical Kilometer, Skyrace e Combinata, per tre categorie (under 23, under 20 e under 18).

La competizione prevede anche l’assegnazione del “Trofeo Nazionale Piergiorgio De Paulis” e della Coppa “Cnsas”, conferiti rispettivamente al primo e al secondo classificato, premi che quest’anno sono stati assegnati alla nazionale svizzera e a quella norvegese.

Entrambi i riconoscimenti sono nati in memoria di due tragici eventi. Nel 1975, per volontà dell’allora Presidente del Club Alpino Italiano Sezione dell’Aquila Nestore Nanni, è nata la Marcia in montagna “Trofeo Nazionale Piergiorgio De Paulis”. Da una parte non si voleva dimenticare la tragica morte di Piergiorgio De Paulis, avvenuta in prima invernale sulla Nord del Camicia, che tanta sensazione suscitò negli ambienti alpinistici, sia per la giovanissima vita che veniva stroncata, sia per le promesse alpinistiche che Piergiorgio De Paulis esprimeva; d’altro canto si voleva valorizzare il potenziale del Gran Sasso, l’unico vero massiccio con caratteristiche che esaltano ad un tempo i valori alpini ed appenninici del centro meridione della penisola.
La Coppa CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico), l’unica in Italia dedicata al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, è stata invece istituita nel 1988 in ricordo di tre giovani soccorritori, Stefano Micarelli, Riccardo Nardis e Piermichele Vizioli scomparsi il 6 febbraio 1983 durante un’esercitazione di soccorso alpino sul versante nord di Monte Jenca, nella Valle del Chiarino.