Renzi all’Aquila, ancora polemiche: M5S attacca Pezzopane, Cisl rivendica ruolo post-sisma dell’Università

L’Aquila. ‘Ecco perché i Cittadini del #?M5S? sono stati costretti a entrare nelle istituzioni: per non essere più trattati a pesci in faccia dai politici che le hanno occupate abusivamente.
Renzi liquida una protesta legittima con una battuta calcistica sui tifosi del Teramo in Serie D. Gli ricordo che i suoi unici tifosi sono ormai dei ricconi che gli comprano pagine sul Corriere per fargli una tristissima propaganda.

E’ la più lampante delle dimostrazioni: il suo governo non fa l’interesse di tutti gli italiani ma solo del famigerato 1%, cioè dell’élite finanziaria e industriale (spesso neppure italiana).
L’abruzzese Stefania Pezzopane invece, da vera signora, si è data direttamente all’insulto gratuito, definendo ‘gentaccia’ chi ha osato manifestare il proprio dissenso.

Eppure gran parte di questa ‘gentaccia’ protestava contro Ombrina Mare, un nuovo progetto di trivellazione petrolifera nell’Adriatico.
Ma non era proprio la Pezzopane che si vantava di aver fermato le trivelle in Abruzzo? Faccia pace col cervello’, si legge in un post su Facebook di Gianluca Castaldi, capogruppo M5S al Senato.

‘Voglio innanzitutto far sentire la mia vicinanza a tutte quelle persone, manifestanti e forze dell’ordine, che l’altro giorno, nel corso della visita di Mattero Renzi a L’Aquila sono state vittima di atti di violenza e che hanno vissuto attimi di tensione e paura, perché è necessario ribadire la netta contrarietà ad ogni forma di violenza, soprattutto fisica”.

Lo afferma il Consigliere del M5S Pietro Smargiassi.

‘E’ giusto evidenziare come Renzi abbia raccolto il frutto del disagio, della frustrazione, della disperazione, alimentato dal seme delle promesse non mantenute e delle troppe parole che si sono perse tra la polvere e nel vento che pervade le stanze dei palazzi abbandonati nel centro storico dell’Aquila, che presenta ancora le vistose ferite del sisma del 2009.

Gli stessi aquilani erano lì a contestare e a far sentire forte la loro voce per ricordare a Renzi che la ricostruzione e il futuro dell’Aquila sono un loro diritto e deve essere un dovere per il Governo; quel Governo del ‘fare’ che per L’Aquila ha fatto poco o nulla e che al contrario tanto male sta facendo alle nostre coste e al nostro mare.  Proprio per questo alla voce degli aquilani si sono unite anche quelle di coloro che si oppongono a che l’Abruzzo diventi terra di conquista per i grandi poteri economici e per gli interessi delle compagnie petrolifere’.

L’esponente del M5S, oltre a sottolineare come la voce della protesta per i problemi che riguardano diversi territori della regione sia unica, critica il tentativo di Renzi di sminuire il malessere espresso dai manifestanti.

‘Ai politici, tra cui la senatrice Stefania Pezzopane – continua il Consigliere – che hanno espresso il proprio rammarico per non aver visto Renzi attraversare le vie del centro fino a raggiungere Palazzo Fibbioni, voglio chiedere se veramente c’è bisogno che Renzi passeggi per le vie del centro, tra le macerie, per far capire che L’Aquila e il suo territorio devono essere ancora riportati alla vita e alla quotidianità?

In ultimo un monito al Presidente Luciano D’Alfonso: lasci che sia la gente dell’Aquila, e più in generale gli abruzzesi, a giudicare l’operato del Governo centrale e del suo Governo regionale; dico questo perché ritengo a dir poco avventato aver definito la visita di Matteo Renzi ‘uno straordinario dono per la città di L’Aquila’, sia per quel poco che è stato fatto, sia soprattutto per quanto ancora c’è da fare all’Aquila’, conclude Smargiassi.

‘La visita del Presidente del Consiglio ha lasciato dietro di sé una serie di polemiche che poco hanno a che vedere con la realtà del terremoto ed alcune neanche con L’Aquila, come si può leggere sui giornali di oggi.

La CISL Università dell’Aquila intende focalizzare l’attenzione su un aspetto decisivo per la città in questi anni post-sisma (e Renzi era evidentemente a L’Aquila solo per ciò che è accaduto il 6 aprile 2009): il ruolo svolto dalla nostra Università nel
risollevare la Città dalla tragedia del terremoto, grazie agli oltre 25. 000 studenti (e speriamo che rimangano tali!) che l’hanno frequentata e la frequentano con enormi sacrifici, contribuendo in maniera importante alla ricostruzione sociale ed economica
della città. E’ un ruolo ed un compito, tuttora cruciali, che non può e non deve essere dimenticato da nessuno.

La scelta del Gran Sasso Science Institute per l’incontro con il premier Renzi (a proposito, chi l’ha fatta?) non può non apparire come uno schiaffo alla nostra Università, un dimenticarsi del suo ruolo post-terremoto, che, i fatti lo dicono, non può certo essere vantato dal GSSI, pur in tutta la sua riconosciuta eccellenza scientifica.

E’ evidente che non si può e non si deve dimenticare il terremoto dell’Aquila, ma non si può e non si deve dimenticare l’Università dell’Aquila……Non vorremmo che fosse proprio l’Università dell’Aquila a dimenticarsi di se stessa’, sostiene Cisl Università L’Aquila.