Pescara, ecco i vincitori del Premio Borsellino: ci sono Francesco Lo Voi e Ilaria Cucchi

Pescara. Il procuratore della Repubblica di Palermo, Francesco Lo Voi, e Ilaria Chucchi, sorella di Stefano, tra i premiati della ventesima edizione del Premio Borsellino, rispettivamente per le sezioni Legalità e Impegno civile e sociale. L’elenco dei premiati è stato illustrato oggi in conferenza stampa dal presidente del Premio, don Aniello Manganiello, da Gabriella Sperandio, presidente dell’associazione di Società Civile motore della manifestazione, dal coordinatore Oscar Buonamano e dal presidente del Consiglio comunale di Pescara, Antonio Blasioli. La cerimonia di consegna dei premi è prevista per sabato 7 novembre, alle 10, nella sala Consiliare del Comune di Pescara.

“Per la sua lotta per una nazione più giusta, più libera, più civile, più bella condotta ispirandosi agli stessi principi e agli stessi valori che hanno animato la vita di Paolo Borsellino. Per aver raccolto e dato continuità alla diffusione della cultura della legalità, attivata da Borsellino e Giovanni Falcone”: questa la motivazione del riconoscimento a Lo Voi. “Per il suo impegno generoso suo malgrado – si legge invece nella motivazione del premio a Ilaria Cucchi – è diventata il punto di riferimento per tante persone che, come lei, si battono affinché le proprie storie tragiche di diritti negati escano dalla sfera strettamente personale per trasmettere a tutti la forza necessaria a chiedere sempre la verità e a riuscire ad ottenerla”.

Tra gli altri premiati sezione Legalità ci sono: Salvatore Dolce, della Direzione Nazionale Antimafia, sostituto procuratore generale di Catanzaro, per “aver resistito alle giuste e umane paure e, con la tenacia sua e dei suoi collaboratori, contribuito ogni giorno concretamente alla costruzione di una società più giusta necessariamente fondata sulla legalità e sulla fiducia nelle istituzioni”; Giandomenico Lepore, procuratore capo di Napoli fino al 2011, per “il suo impegno civile nel divulgare i valori positivi della legalità nel nome di grandi valori come responsabilità individuale e senso del dovere”; Fausto Cardella, magistrato siciliano, procuratore capo della Repubblica dell’Aquila e della Dda del capoluogo abruzzese, per “il suo impegno concreto nella società, con la forza delle idee per portare sempre avanti in suo impegno di giustizia, per costruire un futuro migliore, per tutti”.

Nei giorni scorsi, in occasione di un’iniziativa al liceo classico ‘D’Annunzio’ di Pescara, ha ricevuto il premio, anche Caterina Chinnici, magistrato ed eurodeputato, figlia del magistrato palermitano Rocco Chinnici ucciso nel 1983: “Interpretando il bisogno della collettività, che sente l’esigenza di una società fondata sui più alti valori a partire dalla giustizia – si legge nella motivazione – svolge da tempo un importante ruolo di promozione, prevenzione e sensibilizzazione sociale”.

Per la sezione Impegno civile e sociale, oltre alla Cucchi, il riconoscimento va anche a Rossano Ercolini, leader del movimento nazionale ‘Rifiuti zero’, vincitore del ‘Goldman Environmental Prize 2013’, il cosiddetto nobel per l’ambiente; a Don Pino De Masi, vicario generale della Diocesi di Oppido-Palmi e referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro; a Donatella D’Amico, dirigente del liceo classico ‘D’Annunzio’ di Pescara ‘Scuola dell’anno 2015’; a Anna Di Carlo, presidente Fidas di Pescara.

Per la sezione Cultura il premio va a Tony Gentile, fotoreporter di Reuters, cresciuto nelle strade di Palermo, che ha catturato l’immagine diventata simbolo dell’antimafia, quella di Falcone e Borsellino che si guardano e sorridono; al libro ‘Io non taccio’, storia di otto tra i tanti giornalisti che in Italia subiscono minacce e intimidazioni a causa di inchieste coraggiose che raccontano verità scomode.

Per la sezione Giornalismo il riconoscimento va a Domenico Iannacone, Arnaldo Capezzuto, Nello Trocchia, Fabrizio Feo e Michele Albanese.

Ventitre gli incontri, con 65 ospiti, promossi nell’ambito del premio, vero e proprio viaggio finalizzato ad “allargare la consapevolezza della cittadinanza attiva e a far vivere la memoria di Falcone e Borsellino e di quanti si sono immolati per garantire un mondo migliore e più democratico”.

“Vi confesso che sono un po’ basito per questo incarico di presidente del Premio Borsellino – ha detto don Aniello Manganiello – ma sono contento di contribuire per quello che potrò fare, perché questo Premio ci ricorda continuamente un grande magistrato e un grande uomo. Borsellino ha un quid in più perché è rimasto fedele al suo ruolo di magistrato, nonostante avesse chiaramente il convincimento di morire, lui è rimasto lì. Ci vogliono delle motivazioni forti per andare avanti, le dobbiamo continuamente cercare e una volta trovate le dobbiamo alimentare. I motivi che ci convincono possono essere tanti, a me due ragioni forti hanno convinto a restare a Scampia: una è il vangelo della giustizia e della legalità, l’altra, invece, l’amore per quella gente sottoposta al ricatto continuo della criminalità organizzata. Mi auguro di poter continuare attraverso il mio impegno nelle scuole e attraverso l’associazione “Ultimi” su questa linea e in questa direzione. Essere presidente mi provoca grandi responsabilità, ma mi dà anche molto più coraggio per dare forza a questo compito e continuare il mio”.

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