Pescara, caos in aeroporto: “Controsoffitti crollati e internet tagliato”FOTO

Pescara. “Il controsoffitto che crolla nei locali occupati dalla Polizia di Stato all’interno dell’aerostazione, ricoprendo di calcinacci scrivanie e faldoni, e la rete internet staccata per le bollette non pagate che mandano in tilt il servizio biglietteria, check in e voli”.

A denunciare “”il declino dell’aeroporto di Pescara”, è Armando Foschi, promotore dell’associazione Pescara Mi Piace, che attacca “superficialità, incapacità amministrativa e assenza di manutenzione da parte dell’attuale governance di Saga”.

“L’ultimo episodio in ordine di tempo – ha spiega Foschi – è il crollo della controsoffittatura nelle stanze occupate dagli agenti della Polizia di Stato che nella giornata di ieri, una volta arrivati, hanno trovato le proprie stanze completamente inaccessibili, ovvero inagibili. Probabilmente nel cuore della notte i lastroni del controsoffitto si sono staccati precipitando su scrivanie, sedie, armadi, sui faldoni accatastati sui tavoli e sul pavimento, lasciando cavi e fili penzoloni e scoprendo, praticamente, le travi del solaio sovrastante oltre che la muratura in forati, oggi esposta in bella evidenza”.

Non sarebbe l’unico disagio: “Appena lo scorso 5 maggio – ha ancora riferito Foschi – l’aerostazione è andata in tilt perché è saltata la rete internet perché non sono state pagate le bollette: al mattino gli addetti ai voli si sono accorti di non poter navigare sulla rete internet aziendale, e quindi di non poter stampare i piani di volo, i bollettini meteorologici, e di dover fermare la biglietteria oltre a non poter fare neanche le operazioni di check in per il primo volo per Torino. Per un’intera giornata il personale si è dovuto affidare al buon cuore dell’Azienda Total, che ha una postazione in aerostazione per il rifornimento degli aerei, e che ha consentito all’Ufficio operativo dell’aeroporto di utilizzare la propria rete per svolgere le normali mansioni, o mandare una mail di servizio o per fare il check in. In alternativa molti dipendenti hanno usato il proprio cellulare”.