Pescara, 10 arresti per spaccio a Rancitelli: “Caso nazionale” FOTO

Pescara. Sono dieci, di cui due ancora irreperibili, le persone destinatarie della misura cautelare della custodia in carcere per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti perpetrato all’interno del complesso di edilizia popolare denominato ‘Ferro di Cavallo’ nel quartiere Rancitelli di Pescara, arrestate all’alba di oggi dai carabinieri del Comando Provinciale.

Quattro sono gli indagati, in totale sono 14 le persone coinvolte. Gli arresti sono stati eseguiti anche ad Ortona. I dettagli dell’operazione, denominata “Iron Horse”, sono stati illustrati in una conferenza stampa. In manette, su disposizione del Gip del Tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Luca Sciarretta che ha coordinato le indagini, sono finite persone, per lo più donne, residenti nella zona di via Tavo.

Nello specifico, 14 sono gli indagati complessivi, di cui in manette sono finiti i seguenti: V.P. – 28enne, M.S. – 52enne, L.P. – 49enne, G.C. – 34enne, D.R. – 45enne, T.R. – 26enne, S.G. – 41enne e A.M. – 28enne, mentre 4 soggetti rimangono indagati a piede libero.

Le indagini si sono concentrate sul massiccio andirivieni di assuntori, provenienti sia dalla città che da comuni limitrofi, che con frequenza quasi giornaliera si portavano proprio all’interno del Ferro di Cavallo per rifornirsi delle più svariate sostanze stupefacenti. Una volta bloccati i clienti e sottoposti a perquisizioni personali per accertare l’effettiva compravendita di droga, si è riusciti in breve tempo a ricostruire tutti i movimenti e le relative dinamiche di quel plesso.

Tra gli arrestati, spiccano le condotte di L.P. e D.R. che nel tempo hanno assunto un importante ruolo nell’organizzazione dello spaccio di sostanze stupefacenti, ponendo in contatto gli acquirenti con i fornitori, concordando prezzi e modalità di cessione nonché accompagnando l’acquirente nel luogo convenuto e procedendo, talune volte, anche alla materiale consegna dello stupefacente.

Nel corso dell’attività d’indaginesono stati inoltre già effettuati tre arresti in flagranza quali riscontro per i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (L.P., C.G. e S.G.), nonché recuperati e sequestrati complessivi 300 grammi di eroina, 150 grammi di cocaina e 50 grammi di speedball, considerata sostanza particolarmente dannosa per l’organismo consistente in una miscela di eroina o morfina con cocaina o crack, originariamente utilizzata solo all’estero, ma negli ultimi anni diffusasi sempre più nel territorio nazionale.

Armi: 30 arresti, 70 denunce, 2 mila controlli, e 130 sequestri

Nei primi 10 mesi del 2019 la sola Arma dei Carabinieri del Comando Provinciale dei Carabinieri nella zona di Rancitelli a Pescara, considerata una delle centrali di spaccio principali d’Abruzzo, ha svolto circa 100 servizi. A quanto si apprende quindi si tratta di un intervento ogni 3 giorni. Durante questi servizi sono state controllate oltre 2000 persone, con 30 arresti e 70 denunce. I militi hanno controllato oltre 1200 mezzi autoveicoli, e dato vita a 130 sequestri 130. Durante le operazioni è stato sequestrato anche un notevole quantitativo di droga.

Don Max: colpire i consumatori

“Bisogna applicare la Legge Regionale 96/96 che prevede la decadenza del diritto all’alloggio per chi commette reati. Bisogna colpire i boss e chi è al vertice dello spaccio di droga e non solo sgomberare gli abusivi”. Lo sostiene don Massimiliano De Luca, parroco della chiesa degli Angeli Custodi e da anni in prima linea per la legalità nei quartieri di Fontanelle e Rancitelli. “Parliamo di quartieri che nati fra gli anni Sessanta e Settanta, negli ultimi decenni sono stati abbandonati e per questo sono diventati oggetto di povertà sociale e di delinquenza. Oggi, pur non essendoci delle vere e proprie organizzazioni, operano a Rancitelli famiglie Rom, con i Ciarelli al Ferro di Cavallo e gli Spinelli al Treno di via Lago di Capestrano. Lo spaccio è cosa nota, ma credo che se si voglia puntare all’ottenimento di risultati, si debba andare a colpire gli assuntori, in modo da arrivare indirettamente agli spacciatori. Un po’ come si fa oggi con i clienti delle prostituite, per andare ad incidere sulla prostituzione e su chi la gestisce”.

Masci: Stato presente

Per il sindaco di Pescara Carlo Masci “è evidente che in questa zona della nostra città esiste un problema di degrado sociale e di disagio sociale che bisogna superare. Le frequenti operazioni delle forze dell’ordine portate a termine negli ultimi tempi, unitamente agli sfratti degli abusivi dimostrano che è stato acceso un faro sulle problematiche del quartiere che noi, anche come Amministrazione, stiamo cercando di risolvere.
Lo Stato c’è ed e presente, ma oltre a quello che si sta facendo grazie al lavoro delle forze dell’ordine – ha detto il primo cittadino – bisogna puntare anche sulla riqualificazione della zona per ricostruire un tessuto sociale. Per questo come abbiamo annunciato provvederemo anche ad abbattere gli edifici sgomberati in via Lago di Borgiano, dove, per non creare dei ghetti, abbiamo intenzione di non ricostruire dei palazzi, ma un parco, una piazza, e comunque creare dei luoghi di aggregazione che possano servire a ragionare su interventi anche di carattere sociale”.

Alessandrini: Pescara non è Scampia

”Con tutto rispetto per Scampia, che prendo solo ad esempio ‘mediatico’ e non reale, ripeto che Pescara non è Scampia: a Rancitelli c’è una situazione difficile specie in alcuni palazzi, ma non posso non notare che ci sono forze, anche televisive, che nei mesi hanno fatto del sensazionalismo, e che alcuni hanno fatto della sicurezza l’argomento centrale alimentando la ‘società della paura”’. E’ l’opinione dell’ex sindaco di Pescara Marco Alessandrini che interviene sulle nuove operazioni antidroga a Rancitelli.
”Anche se ho visto le vele spiegate sulla paura penso che Pescara sia come la stragrande maggioranza delle altre città – insiste l’ex sindaco – e che la gente alla fine non abbia l’anello al naso. Mi ricordo che una volta venne a Pescara l’ex ministro Minniti, il quale disse ‘non è utile dire che le statistiche sulla criminalità siano in calo’. E io pensai subito di essere… fottuto. Perchè invece ho sempre praticato il linguaggio della verità”.
Ma Alessandrini risponde indirettamente anche all’attuale maggioranza: ”Chi ha vissuto la macchina amministrativa sa che è elefantiaca e ci vogliono anni per portare dei risultati – spiega – avevamo vinto un bando del ministero dell’Interno, mettendo a disposizione euro 500.000 cui il ministero ha aggiunto un ulteriore milione; soldi progettati dalla precedente maggioranza e che arriveranno per eredità e continuità amministrativa alla nuova che ne raccoglierà i frutti. Noi a nostra volta dalla precedente amministrazione abbiamo ereditato 68 mln di debiti”.

Pettinari: caso Nazionale

“L’ operazione contro lo spaccio di droga è la dimostrazione eclatante che avevo ragione quando dicevo e sostengo ancora oggi che il Ferro di Cavallo del quartiere Rancitelli è un problema non locale ma nazionale”. Così il vice presidente del Consiglio Regionale ed esponente del M5S Domenico Pettinari che ha poi aggiunto che “Per risolvere il problema non bastano i continui blitz delle forze dell’ordine che comunque sono importanti. Proprio queste continue operazioni, unite agli sgomberi, confermano quello che vado ripetendo da tempo, e cioè che occorre un presidio fisso, h24, delle forze di polizia, ovvero carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, e se occorre, anche l’esercito, perché dopo le operazioni, i blitz e gli sgomberi, il giorno dopo torna tutto come prima”.